maggio 25, 2018

L’innovazione in aiuto alle api

In questo periodo, gli apicoltori, lavorano alacremente per prepararsi alla nuova stagione a cui, finalmente, si guarda con ottimismo. Gli ultimi anni il mondo dell’apicoltura ha vissuto periodi veramente difficili, ma sembra che le laboriose api stiano ritrovando la loro salute e il miele promette bene.

Apimell ci racconta il mercato del miele

La più importante mostra mercato internazionale, Apimell, specializzata nel settore dell’apicoltura si è tenuta a Piacenza proprio il fine settimana scorso e dai numeri si direbbe che il mercato è in netta crescita. All’evento hanno partecipato 150 produttori di miele provenienti da tutta Italia  con oltre 40.000 visitatori, italiani e stranieri, in 3 giorni.

Il convegno tenuto durante la mostra mercato ha puntato sulle moderne tecnologie che mirano a combattere parassiti e malattie che colpiscono gli alveari, per non correre più i rischi degli anni scorsi che avevano messo a serio rischio la produzione nazionale di miele. L’innovazione sta aiutando moltissimo il settore  tanto che importanti aziende hanno messo a punto specifiche soluzioni digitali, come sistemi micro-elettronici integrati e sensori, per tutelare la sicurezza delle api. Questa tecnologia, in particolare, va a sostegno dei produttori di miele che posizionano le arnie in alta montagna, lontano dai centri abitati, per ottenere un prodotto migliore, ma più difficile da controllare.

Apidolomiti punta alla tecnologia

Uno degli enti più interessati a queste innovazioni è proprio Apidolomiti, la cooperativa che riunisce gli apicoltori della provincia di Belluno e che ha ottenuto la DOP per il miele delle Dolomiti, riconosciuto anche dall’Unione Europea. Uno dei soci principali della cooperativa da tempo sostiene che l’innovazione può essere un valido aiuto per la conservazione della tradizione, tanto che da poco ha realizzato un “sistema di monitoraggio in tempo reale della temperatura interna ed esterna delle arnie in sede”. Questo monitoraggio è molto utile anche quando si sposta il “glomere”, ossia l’ammasso di api operaie che si uniscono tra di loro per mantenere la temperatura costante durante i mesi più freddi. Speriamo che tutta questa tecnologia faccia tornare a lavorare le api serenamente.

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