Aprire un centro scommesse in Italia nel 2025 rappresenta una sfida imprenditoriale che richiede una solida pianificazione economica. Comprendere i margini di guadagno e stimare il ritorno sull’investimento (ROI) sono passaggi fondamentali per valutare la sostenibilità e la redditività dell’attività.
Il margine di guadagno di un centro scommesse affiliato a un concessionario ADM non corrisponde all’intero importo delle puntate effettuate dai clienti. In realtà, il guadagno deriva da una percentuale del margine lordo del gioco, che rappresenta la differenza tra quanto giocato e quanto restituito in vincite. Questo margine, noto come payout negativo, varia tra il 10% e il 20% della raccolta totale, a seconda del tipo di gioco e del comportamento dei giocatori.
Il centro scommesse riceve una quota di questo margine lordo, generalmente compresa tra il 30% e il 40%. Ad esempio, se un punto vendita raccoglie 100.000 euro in un mese e il margine operativo lordo del concessionario è del 15%, il guadagno lordo sarà di 15.000 euro. Di questi, al punto vendita andrà una quota variabile, ad esempio 40%, pari a 6.000 euro.
Costi di avvio e gestione
I costi di avvio per aprire centro scommesse in Italia affiliato possono variare tra 20.000 e 40.000 euro, includendo:
- Fee di ingresso: tra 3.000 e 8.000 euro
- Arredamento e allestimento: 8.000–15.000 euro
- Hardware e software certificato ADM: 5.000–10.000 euro
- Pratiche amministrative e consulenze: 2.000–4.000 euro
- Fondo per gestione e marketing iniziale: 2.000–3.000 euro
Per una concessione diretta ADM, l’investimento iniziale è significativamente più elevato, superando i 100.000 euro, a causa dei contributi fissi, delle fideiussioni e delle infrastrutture richieste.
I costi di gestione mensili oscillano tra 3.000 e 7.000 euro, comprendendo personale, affitto, utenze, manutenzione dei sistemi e assicurazioni.
Ritorno sull’investimento (ROI)
Il ROI dipende da vari fattori, tra cui il volume delle giocate, la posizione del punto vendita e la fidelizzazione della clientela. In media, un centro scommesse affiliato ben posizionato con una raccolta mensile tra 80.000 e 120.000 euro può recuperare l’investimento iniziale in un periodo che va dai 12 ai 24 mesi.
Per una struttura con concessione diretta, i tempi di rientro si allungano e possono variare tra i 24 e i 36 mesi, a causa degli investimenti iniziali più elevati e della necessità di generare volumi di gioco più consistenti.
Considerazioni fiscali e sostenibilità
L’attività di centro scommesse è soggetta a una tassazione specifica, che incide sul margine di guadagno. Le scommesse sportive, ad esempio, prevedono un prelievo fiscale del 20% sul margine (GGR), come stabilito dalla Legge di Bilancio 2019 (Legge n. 145/2018). Questo prelievo non è direttamente a carico dell’affiliato, ma incide sulla quota di margine distribuita e, quindi, sui guadagni finali.
È essenziale considerare anche la sostenibilità dell’attività nel lungo periodo, valutando la capacità di adattarsi alle normative in continua evoluzione e alle preferenze dei clienti.
Avviare un centro scommesse richiede una valutazione attenta dei margini di guadagno e del ritorno sull’investimento. Con una pianificazione accurata e una gestione efficiente, è possibile ottenere risultati positivi in un settore competitivo e in continua evoluzione.
