Praga sfida il Gigante: Il Barça alla prova Eden Aréna

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Il freddo pungente della Boemia centrale farà da cornice a uno degli incroci più affascinanti della settima giornata della League Phase di Champions League. Mercoledì 21 gennaio 2026, alle ore 21:00, la Eden Aréna di Praga aprirà i suoi cancelli per la sfida tra lo Slavia Praga e il Barcellona. Non è solo un confronto tra due club storici, ma una vera e propria collisione tra l’orgoglio fisico del calcio ceco e l’eleganza tecnica della scuola catalana. La classifica aggiunge ulteriore pepe al match: i blaugrana, forti di 15 punti, sono a un passo dal blindare un posto nella “top 8” per volare direttamente agli ottavi senza passare dai playoff; di contro, lo Slavia, fermo a 7 punti, sa che un risultato positivo contro un colosso mondiale garantirebbe quasi certamente la prosecuzione del sogno europeo.

Il fortino ceco: agonismo e intensità

Lo Slavia Praga, sotto la guida della sua collaudata identità tattica, ha costruito le proprie fortune europee sulla capacità di trasformare lo stadio di casa in una trappola per le grandi potenze. La squadra di Praga è un collettivo solido, rinomato per un pressing asfissiante e una tenuta atletica che poche compagini in Europa riescono a pareggiare.

Il piano partita dello Slavia sarà prevedibile quanto efficace: aggredire i portatori di palla catalani per sporcare le linee di passaggio. Occhi puntati sulla fisicità di Tomáš Chorý, terminale offensivo capace di far salire la squadra e ingaggiare duelli aerei logoranti con i centrali avversari, e sull’estro di Lukáš Provod, il vero motore creativo del centrocampo ceco. In un clima che si preannuncia elettrico, lo Slavia cercherà di trasformare la gara in una battaglia di nervi e muscoli.

La missione dei Blaugrana: controllo e talento

Il Barcellona del 2026 arriva a questo appuntamento con la consapevolezza di aver ritrovato quella dominanza tecnica che ne ha segnato la storia. La gestione attuale ha saputo mixare sapientemente l’esperienza dei veterani con l’esplosività dei nuovi fenomeni. Il nome sulla bocca di tutti è, inevitabilmente, quello di Lamine Yamal: la sua capacità di creare superiorità numerica partendo dalla fascia sarà la chiave per allargare le maglie della stretta difesa ceca.

Accanto a lui, l’intramontabile freddezza di Robert Lewandowski resta la garanzia assoluta nel cuore dell’area di rigore. Il Barça non cercherà lo scontro fisico, ma tenterà di anestetizzare l’ardore dello Slavia attraverso un possesso palla ipnotico e cambi di ritmo improvvisi, volti a disinnescare l’agonismo dei padroni di casa.

Analisi e Previsione

Dal punto di vista statistico, i catalani godono dei favori del pronostico, con una quota che oscilla intorno all’1.55. Tuttavia, la trasferta a Praga a gennaio rappresenta storicamente un’insidia climatica e ambientale non trascurabile. Per gli analisti di mercato e per trovare le migliori offerte di 22Bet clicca qui, i trend suggeriscono che lo Slavia tende a subire pochissimi gol tra le mura amiche, rendendo probabile un match dal punteggio contratto.

Prevediamo una partita intensa, con lo Slavia capace di reggere l’urto per lunghi tratti del match. Tuttavia, la qualità individuale dei blaugrana dovrebbe alla fine prevalere.

Il Verdetto Finale: Lo Slavia Praga venderà carissima la pelle, ma la maturità del Barcellona nelle notti europee farà la differenza. Ipotizziamo una vittoria sofferta della squadra ospite per 1-2, senza escludere un pareggio combattuto per 1-1 se i cechi riusciranno a mantenere alta l’intensità per tutti i novanta minuti.

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Inferno Giallorosso o Muro Colchonero? Istanbul si prepara alla Grande Notte

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Il calendario della League Phase di Champions League ci regala, per la 7ª giornata, una delle sfide più elettriche del panorama continentale. Mercoledì 21 gennaio 2026, alle ore 18:45, il Rams Park di Istanbul sarà il teatro dello scontro tra Galatasaray e Atletico Madrid. Non è solo una partita di calcio, ma una vera collisione tra due filosofie opposte: l’ardore offensivo e quasi mistico dei turchi contro la resilienza granitica e l’organizzazione maniacale degli spagnoli. La classifica parla chiaro: i Colchoneros di Diego Simeone difendono con le unghie l’8° posto (12 punti), l’ultimo utile per l’accesso diretto agli ottavi; il Galatasaray, fermo a 9 punti in 18ª posizione, cerca l’impresa per blindare la zona playoff e non rischiare una clamorosa esclusione.

Il calore di Istanbul: Il “fattore Rams Park”

Per il Galatasaray, giocare in casa significa partire con un uomo in più. Il Rams Park è universalmente riconosciuto come uno degli stadi più intimidatori d’Europa, un catino bollente dove il tifo organizzato trasforma ogni possesso avversario in una prova di nervi. La squadra di Okan Buruk ha assoluto bisogno di riscattare lo scivolone esterno contro l’Union Saint-Gilloise, una sconfitta che ha minato le certezze del gruppo e complicato il cammino europeo.

Il potenziale offensivo del “Cimbom” resta però spaventoso. La leadership carismatica di Mauro Icardi, unita alla straripante fisicità di Victor Osimhen, rappresenta una minaccia costante per qualsiasi difesa. Se i turchi riusciranno a cavalcare l’onda emotiva dello stadio nei primi venti minuti, il match potrebbe prendere una piega inaspettata. La chiave sarà la capacità di mantenere l’equilibrio tattico senza farsi travolgere dalla foga di attaccare a ogni costo.

La strategia del Cholo: Solidità e cinismo

Dall’altra parte del campo, l’Atletico Madrid si presenta con la consueta corazza. Diego Simeone ha forgiato una squadra che sembra esaltarsi nelle difficoltà delle trasferte calde. Reduci da una convincente vittoria proprio contro l’Union SG, i madrileni arrivano in Turchia con il morale alto e una difesa, guidata dall’esperienza di José Giménez, che ha concesso pochissimo nelle ultime uscite.

In avanti, l’estro senza tempo di Antoine Griezmann e la dinamicità di Julian Alvarez offrono a Simeone diverse soluzioni per colpire in ripartenza. L’Atletico è maestro nel gestire i tempi morti della gara, attendendo l’errore avversario per punire con precisione chirurgica. Per gli appassionati che studiano i flussi di scommessa e cercano quote competitive su questo match, per trovare le migliori offerte di 1Bet clicca qui. I bookmaker vedono gli spagnoli leggermente favoriti (quota intorno a 2.00), ma sanno bene che Istanbul non regala nulla.

Verdetto Finale

Si preannuncia una battaglia di nervi e muscoli. Il Galatasaray spingerà sull’acceleratore fin dal fischio d’inizio, ma l’Atletico ha l’esperienza necessaria per assorbire l’urto e colpire negli spazi che i turchi inevitabilmente concederanno. La sensazione è che il muro di Simeone possa reggere, portando a casa un punto prezioso in un 1-1 di pura sofferenza, o forse una vittoria di misura per 1-2 se il cinismo di Alvarez dovesse fare la differenza nel finale.

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Sporting-PSG: Notte di Stelle all’Alvalade per un Posto tra le Grandi d’Europa

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Il nuovo format della UEFA Champions League entra nel vivo della sua settima giornata con uno degli incroci più affascinanti della League Phase. Martedì 20 gennaio 2026, alle ore 21:00, lo Stadio José Alvalade di Lisbona si trasformerà in una bolgia per ospitare la sfida tra lo Sporting CP e il Paris Saint-Germain. La posta in palio è altissima: i parigini, attualmente terzi con 13 punti, cercano la vittoria per blindare il passaggio diretto agli ottavi di finale; i “Leões”, quattordicesimi a quota 10, sognano il colpaccio tra le mura amiche per scalare posizioni e garantirsi un sorteggio più agevole nei playoff. L’atmosfera nella capitale portoghese è elettrica, pronta a spingere i padroni di casa oltre l’ostacolo.

La muraglia verde-bianca: Lo Sporting di Ruben Amorim

Lo Sporting CP approda a questo appuntamento in un momento di forma strepitoso. Leader indiscusso in patria, il club lusitano sta dimostrando una maturità europea che mancava da anni. Il fulcro della manovra rimane Morten Hjulmand, un vero e proprio schermo davanti alla difesa che garantisce equilibrio e pulizia nei passaggi.

Ma gli occhi di tutta Europa sono puntati sul terminale offensivo: Viktor Gyökeres. L’attaccante svedese continua a segnare con una regolarità disarmante, combinando potenza fisica e senso del gol. La forza casalinga dello Sporting è un dato di fatto: l’Alvalade è diventato un fortino dove la pressione alta e le transizioni rapide dei padroni di casa riescono a mettere in crisi anche le difese più blasonate. Per i portoghesi, la partita di martedì è l’occasione perfetta per dimostrare di poter sedere stabilmente al tavolo delle élite continentali.

La corazzata di Luis Enrique: Un PSG pigliatutto

Il Paris Saint-Germain sbarca a Lisbona con il morale a mille. Solo pochi giorni fa, l’8 gennaio, i parigini hanno sollevato la Supercoppa di Francia dopo una battaglia estenuante vinta ai rigori contro i rivali del Marsiglia. Questa vittoria ha confermato la tempra mentale della squadra di Luis Enrique, capace di gestire i momenti di massima pressione.

Il talento individuale dei francesi è, come sempre, fuori scala. Ousmane Dembélé attraversa un periodo di grazia, capace di saltare l’uomo con una facilità imbarazzante, mentre a centrocampo la crescita di Warren Zaïre-Emery ha conferito al PSG un dinamismo e una visione di gioco d’altri tempi. In attacco, la coppia formata da Gonçalo Ramos — grande ex della sfida — e il genio georgiano Khvicha Kvaratskhelia rappresenta una minaccia costante per qualsiasi retroguardia. Il PSG non verrà a Lisbona per gestire il pari, ma per imporre il proprio gioco fatto di possesso e verticalizzazioni improvvise.

Analisi delle quote e pronostico

Nonostante il fattore campo e l’ottimo stato di forma dello Sporting, i bookmaker internazionali pendono decisamente dalla parte dei francesi. La quota per il segno “2” si aggira intorno all’1.70, riflettendo la superiorità tecnica e la maggiore esperienza internazionale della rosa parigina. Le statistiche suggeriscono un match aperto e ricco di marcature: la propensione offensiva di entrambe le squadre rende l’opzione “Over 2.5” estremamente probabile per gli appassionati. per trovare le migliori offerte di 1Bet clicca qui e consultare le analisi dettagliate sui flussi delle scommesse per questa supersfida.

Prevediamo una partita intensa, dove lo Sporting cercherà di pungere in contropiede sfruttando la velocità dei suoi esterni. Tuttavia, la profondità della panchina e la qualità dei singoli del PSG dovrebbero fare la differenza nel lungo periodo. Un successo esterno per 1-2 o 1-3 appare come lo scenario più verosimile, sebbene un pareggio spettacolare non sia del tutto da escludere se i lusitani riusciranno a mantenere alta l’intensità per tutti i novanta minuti.

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Bonificare conviene: vantaggi economici e fiscali per aziende e privati

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Negli ultimi anni, la bonifica dei serbatoi di gasolio è diventata non solo una necessità ambientale, ma anche un’opportunità economica. In Italia, la crescente attenzione alla sostenibilità e alla sicurezza ha spinto istituzioni e imprese a promuovere interventi di manutenzione e bonifica, offrendo agevolazioni fiscali e vantaggi economici per chi sceglie di agire in modo responsabile.

La bonifica, infatti, non è soltanto un obbligo di legge: è un investimento che tutela l’ambiente, previene rischi e può generare un risparmio significativo nel medio e lungo periodo.

Ridurre i costi di gestione e prevenire danni

Uno dei principali vantaggi della bonifica è la riduzione dei costi di gestione. Un serbatoio non pulito o danneggiato può causare perdite di carburante, inefficienze e guasti a pompe e caldaie. Questi problemi comportano non solo spese di riparazione, ma anche sprechi di carburante e interruzioni dell’attività.

La bonifica cisterne gasolio regolare significa invece mantenere alto il rendimento dell’impianto e ridurre le probabilità di guasti costosi. In caso di contaminazioni del terreno o delle acque, invece, i costi di ripristino possono essere molto elevati — e, come stabilisce la legge italiana, sono sempre a carico dell’azienda responsabile dell’impianto.

Agevolazioni fiscali e incentivi ambientali

Il quadro normativo italiano riconosce la bonifica dei serbatoi come parte integrante delle attività di tutela ambientale. Per questo, sono previste diverse agevolazioni fiscali e incentivi economici per chi effettua interventi di bonifica in conformità con le normative.

Le spese sostenute per la bonifica possono rientrare tra i costi deducibili per le imprese, come previsto dal TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi), in quanto finalizzate alla sicurezza e alla conformità ambientale. Inoltre, interventi che rientrano in piani di riqualificazione energetica o di bonifica del suolo possono beneficiare di crediti d’imposta, detrazioni e contributi regionali o comunali.

Nel caso di serbatoi interrati, la bonifica può anche essere considerata un intervento di messa in sicurezza permanente, con la possibilità di accedere a incentivi per la rigenerazione di aree produttive o dismesse, in linea con le direttive del Ministero dell’Ambiente.

Migliorare la sicurezza e il valore dell’immobile

Per i privati, bonificare un vecchio serbatoio di gasolio — spesso presente in abitazioni con impianti datati — non solo aumenta la sicurezza, ma anche il valore dell’immobile. Un’abitazione o un edificio privo di serbatoi contaminanti e in regola con le norme ambientali è più appetibile sul mercato, soprattutto in un contesto in cui la sostenibilità è diventata un criterio chiave nelle compravendite.

Anche per le aziende, la bonifica contribuisce a migliorare l’immagine e la reputazione del brand. Le imprese che adottano pratiche di gestione ambientale certificata, come la ISO 14001, possono accedere più facilmente a bandi pubblici e partnership con enti o fornitori che richiedono standard ecologici documentabili.

Obblighi e responsabilità secondo la normativa italiana

In Italia, la normativa di riferimento è il D.Lgs. 152/2006, che stabilisce l’obbligo di intervenire in caso di rischio di contaminazione o cessazione dell’attività di stoccaggio. Il decreto impone che ogni serbatoio di gasolio dismesso o non più in uso sia preventivamente bonificato da ditte autorizzate e che tutte le operazioni siano documentate e certificate.

La mancata bonifica comporta sanzioni amministrative e penali, oltre alla responsabilità diretta per i danni ambientali causati. Per questo motivo, bonificare non è solo una scelta ecologica, ma anche un modo per evitare sanzioni e costi legali futuri.

Un investimento a lungo termine

La bonifica dei serbatoi rappresenta un investimento nel tempo. Oltre a garantire sicurezza e conformità, consente di ottimizzare l’efficienza energetica, ridurre le emissioni e migliorare le prestazioni dell’impianto. Per le aziende, significa operare in modo più sostenibile e competitivo, con la possibilità di valorizzare economicamente il proprio impegno ambientale.

In un mercato sempre più orientato alla responsabilità ecologica, la bonifica non è un costo, ma una strategia di gestione intelligente. Le imprese che investono oggi in manutenzione e sicurezza ambientale risparmiano domani in sanzioni, danni e interventi d’emergenza.

Bonificare un serbatoio di gasolio conviene davvero: permette di ridurre costi operativi, accedere a vantaggi fiscali e migliorare la sicurezza ambientale. È una scelta che unisce responsabilità, sostenibilità e convenienza economica, contribuendo al tempo stesso alla tutela del territorio e alla competitività delle imprese italiane.

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Responsabilità del gestore PVR: cosa dice la legge

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Il gestore di un PVR (Punto Vendita Ricariche) occupa una posizione particolare nel sistema del gioco legale in Italia. Pur non essendo direttamente un bookmaker, svolge un ruolo di collegamento tra il cliente e la piattaforma di scommesse online. Questa posizione intermedia comporta una serie di responsabilità legali e amministrative che non devono essere sottovalutate.
Operare come PVR, infatti, è perfettamente legittimo solo se si rispettano le regole dettate dall’
Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) e le disposizioni del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS). Conoscere in dettaglio cosa prevede la legge è il primo passo per gestire l’attività in modo sicuro e trasparente.

Cosa può e cosa non può fare un PVR

Il gestore di un PVR ha la facoltà di offrire ai clienti un servizio di ricarica del conto gioco, fornendo assistenza nella creazione dell’account e nell’utilizzo della piattaforma online. Tuttavia, la legge stabilisce limiti molto chiari: il PVR non può raccogliere scommesse in contanti, né stampare o pagare ticket relativi a giocate effettuate.
Tutte le operazioni devono avvenire attraverso il conto personale del cliente, registrato su un sito di scommesse
autorizzato da ADM. Il gestore funge quindi da intermediario tecnico, non da raccoglitore di giocate.

In altre parole, il PVR non è un’agenzia scommesse e non può comportarsi come tale. Qualsiasi attività che vada oltre le ricariche, ad esempio la ricezione diretta di denaro per giocare o la gestione dei pagamenti delle vincite, è considerata esercizio abusivo di raccolta scommesse, un reato punito severamente dalle autorità.

La responsabilità amministrativa e penale

Il titolare del PVR risponde in prima persona della correttezza delle operazioni svolte all’interno del proprio punto vendita. Se il gestore promuove o consente attività di gioco non autorizzate, può incorrere in sanzioni amministrative fino a 50.000 euro, oltre al sequestro delle apparecchiature utilizzate e alla chiusura del locale.
Nei casi più gravi, soprattutto se si tratta di collaborazione con operatori esteri non riconosciuti da ADM, il rischio si estende anche all’ambito
penale, con la possibilità di essere denunciati per esercizio abusivo di raccolta scommesse o favoreggiamento del gioco illegale.

È importante sottolineare che la responsabilità non si limita alle azioni dirette: anche la pubblicità o promozione di siti non autorizzati, ad esempio tramite locandine, link o materiale informativo, è vietata e può comportare multe da 5.000 a 25.000 euro. La legge, in sostanza, equipara la promozione di un operatore estero alla partecipazione attiva a un sistema di gioco non legale.

Gli obblighi verso i clienti

La normativa italiana impone al gestore PVR anche una serie di obblighi di trasparenza e tutela del consumatore. Prima di procedere con qualsiasi ricarica o apertura di conto gioco, l’operatore deve verificare l’identità del cliente, acquisendo copia di un documento valido. È vietato fornire servizi a minori di 18 anni, e devono essere esposti in modo visibile i cartelli sul gioco responsabile e sui rischi della dipendenza.

Il gestore è inoltre tenuto a rispettare le disposizioni in materia di antiriciclaggio (D.Lgs. 231/2007), segnalando eventuali operazioni sospette al provider o alle autorità competenti. L’omissione di tali controlli può comportare sanzioni pecuniarie significative, comprese tra 2.000 e 20.000 euro, e, nei casi più gravi, la sospensione del contratto di affiliazione.

Le responsabilità contrattuali con il provider

Quando un esercente apre un PVR, stipula un contratto di affiliazione con un provider o bookmaker titolare di concessione ADM. Questo contratto definisce non solo i compensi e le modalità operative, ma anche le responsabilità reciproche. Il gestore è tenuto a rispettare le procedure indicate dal provider, a utilizzare esclusivamente i sistemi autorizzati e a non modificare in alcun modo le modalità di accesso ai conti gioco.

Qualsiasi violazione del contratto o comportamento scorretto, come la gestione di ricariche non tracciate o l’uso improprio delle credenziali, può portare alla revoca immediata dell’affiliazione e alla segnalazione all’ADM. In caso di controlli, le sanzioni colpiscono sia il gestore sia il concessionario, motivo per cui i provider seri effettuano verifiche costanti sul rispetto delle procedure.

L’importanza della conformità

Gestire un PVR non è un’attività “senza rischi”, ma diventa del tutto sicura se condotta nel rispetto delle regole. La conformità normativa è il principale strumento di tutela per l’esercente, che può così lavorare con serenità, senza timore di sanzioni o sospensioni.
Per questo motivo, chi desidera aprire o gestire un PVR dovrebbe sempre
affidarsi a un provider ADM riconosciuto e, possibilmente, a un consulente specializzato nel settore, capace di fornire supporto su contratti, adempimenti e controlli. Clicca qui per conoscere i consulenti esperti di agenziescommesse.net.

Il gestore di un PVR ha la responsabilità di garantire che ogni operazione avvenga in modo legale, tracciabile e conforme agli standard ADM. La legge non lascia spazi di ambiguità: chi lavora nel settore delle scommesse deve farlo in piena trasparenza.
Operare con correttezza e professionalità non solo protegge da rischi legali, ma rafforza anche la reputazione dell’attività. In un mercato sempre più regolamentato, il rispetto delle norme è il vero investimento a lungo termine per chi vuole costruire un punto scommesse affidabile, stabile e redditizio.

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Analisi economica di un centro scommesse: margini di guadagno e ritorno sull’investimento

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Aprire un centro scommesse in Italia nel 2025 rappresenta una sfida imprenditoriale che richiede una solida pianificazione economica. Comprendere i margini di guadagno e stimare il ritorno sull’investimento (ROI) sono passaggi fondamentali per valutare la sostenibilità e la redditività dell’attività.

Il margine di guadagno di un centro scommesse affiliato a un concessionario ADM non corrisponde all’intero importo delle puntate effettuate dai clienti. In realtà, il guadagno deriva da una percentuale del margine lordo del gioco, che rappresenta la differenza tra quanto giocato e quanto restituito in vincite. Questo margine, noto come payout negativo, varia tra il 10% e il 20% della raccolta totale, a seconda del tipo di gioco e del comportamento dei giocatori.

Il centro scommesse riceve una quota di questo margine lordo, generalmente compresa tra il 30% e il 40%. Ad esempio, se un punto vendita raccoglie 100.000 euro in un mese e il margine operativo lordo del concessionario è del 15%, il guadagno lordo sarà di 15.000 euro. Di questi, al punto vendita andrà una quota variabile, ad esempio 40%, pari a 6.000 euro.

Costi di avvio e gestione

I costi di avvio per aprire centro scommesse in Italia affiliato possono variare tra 20.000 e 40.000 euro, includendo:

  • Fee di ingresso: tra 3.000 e 8.000 euro
  • Arredamento e allestimento: 8.000–15.000 euro
  • Hardware e software certificato ADM: 5.000–10.000 euro
  • Pratiche amministrative e consulenze: 2.000–4.000 euro
  • Fondo per gestione e marketing iniziale: 2.000–3.000 euro

Per una concessione diretta ADM, l’investimento iniziale è significativamente più elevato, superando i 100.000 euro, a causa dei contributi fissi, delle fideiussioni e delle infrastrutture richieste.

I costi di gestione mensili oscillano tra 3.000 e 7.000 euro, comprendendo personale, affitto, utenze, manutenzione dei sistemi e assicurazioni.

Ritorno sull’investimento (ROI)

Il ROI dipende da vari fattori, tra cui il volume delle giocate, la posizione del punto vendita e la fidelizzazione della clientela. In media, un centro scommesse affiliato ben posizionato con una raccolta mensile tra 80.000 e 120.000 euro può recuperare l’investimento iniziale in un periodo che va dai 12 ai 24 mesi.

Per una struttura con concessione diretta, i tempi di rientro si allungano e possono variare tra i 24 e i 36 mesi, a causa degli investimenti iniziali più elevati e della necessità di generare volumi di gioco più consistenti.

Considerazioni fiscali e sostenibilità

L’attività di centro scommesse è soggetta a una tassazione specifica, che incide sul margine di guadagno. Le scommesse sportive, ad esempio, prevedono un prelievo fiscale del 20% sul margine (GGR), come stabilito dalla Legge di Bilancio 2019 (Legge n. 145/2018). Questo prelievo non è direttamente a carico dell’affiliato, ma incide sulla quota di margine distribuita e, quindi, sui guadagni finali.

È essenziale considerare anche la sostenibilità dell’attività nel lungo periodo, valutando la capacità di adattarsi alle normative in continua evoluzione e alle preferenze dei clienti.

Avviare un centro scommesse richiede una valutazione attenta dei margini di guadagno e del ritorno sull’investimento. Con una pianificazione accurata e una gestione efficiente, è possibile ottenere risultati positivi in un settore competitivo e in continua evoluzione.

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Illuminazione Perfetta: Valorizzare gli Spazi Operativi e l’Atmosfera in Cucina

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L’illuminazione in cucina non è solo un elemento funzionale, ma un vero e proprio strumento di design capace di definire l’atmosfera e di valorizzare le finiture dei mobili e dei piani di lavoro. Una progettazione luminosa efficace deve bilanciare la luce tecnica, indispensabile per lavorare in sicurezza, con quella d’ambiente, che crea calore e convivialità.

La luce tecnica si concentra sulle aree operative principali. È fondamentale installare strisce LED sottopensile per illuminare in modo uniforme e senza ombre il piano di lavoro, la zona di preparazione e il lavello. Queste soluzioni non solo sono pratiche ma aggiungono un tocco moderno e pulito al design. Allo stesso modo, l’interno di cassetti e armadi può essere attrezzato con sensori che attivano la luce all’apertura, migliorando l’accessibilità e la funzionalità.

La luce d’ambiente è quella che definisce lo stile della stanza. Nelle cucine con isola o penisola, le lampade a sospensione giocano un ruolo da protagonista. Devono essere scelte in coerenza con l’arredamento, fungendo da punto focale e fornendo una luce calda e accogliente sulla zona pranzo o snack. Faretti a incasso o plafoniere, con una temperatura di colore neutra o calda (tra i 3000K e i 4000K), sono ideali per l’illuminazione generale del soffitto.

Un altro accorgimento di design è l’uso di illuminazione decorativa, come profili LED integrati nello zoccolo o nelle gole dei mobili, che conferiscono profondità e un senso di leggerezza all’intera composizione. La domotica moderna permette inoltre di regolare l’intensità e la tonalità della luce in base all’ora del giorno o all’attività in corso, passando da una luce brillante per cucinare a un’atmosfera più soffusa per la cena. Per ottenere un progetto illuminotecnico che sia esteticamente coerente e altamente funzionale, è essenziale il supporto di professionisti che conoscono le esigenze tecniche specifiche di ogni materiale. Per una consulenza illuminotecnica di alto livello, la scelta giusta è un negozio cucine Roma specializzato in soluzioni di design.

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Il Baby Party di Jesseventi: La Festa Perfetta per i Più Piccoli

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Quando si tratta di festeggiare i compleanni dei nostri bambini più piccoli, l’attenzione deve essere massima per garantire un’esperienza non solo divertente, ma anche sicura e adatta alle loro esigenze specifiche. A Roma, Jesseventi si distingue proprio per la sua capacità di offrire un’animazione feste bambini Roma pensata su misura per le fasce d’età più tenere. Il Baby Party di Jesseventi è la soluzione ideale, un format studiato con cura per i bambini in età prescolare o nei primi anni di scuola primaria, promettendo un divertimento genuino in un ambiente accogliente e rassicurante.

Il cuore pulsante del Baby Party è un programma di attività strutturato per coinvolgere i bambini in tenera età. La festa è animata da due animatori professionisti, figure delicate e pazienti che sanno interagire con i più piccoli, creando un’atmosfera serena e invitante. Un impianto audio con volumi e selezioni musicali attentamente calibrate accompagna ogni momento, diffondendo melodie gioiose senza mai essere invadente. I giochi sono il fulcro del divertimento, e per il Baby Party di Jesseventi sono selezionati accuratamente in base all’età dei partecipanti. Si prediligono attività semplici, non competitive e altamente coinvolgenti, che stimolano la curiosità, la coordinazione e il movimento libero. I giochi di musica, in particolare, sono pensati per i loro ritmi, invitando i bambini a ballare e a esprimersi con spontaneità. Un momento di pura meraviglia, molto apprezzato dai piccolissimi, è il mini spettacolo di bolle di sapone giganti: un’esperienza visivamente stimolante e incantata, capace di catturare l’attenzione e scatenare sorrisi senza essere troppo intenso per la loro giovane età.

Jesseventi si prende cura anche dei genitori, offrendo un supporto completo che rende la festa fluida e priva di stress. L’assistenza alla torta assicura che il momento clou della celebrazione si svolga con precisione, permettendo ai genitori di concentrarsi sulla gioia del proprio figlio. Analogamente, l’assistenza allo scarto dei regali aiuta a gestire questa fase in modo organizzato, evitando confusione. E per lasciare un ricordo tangibile di una giornata così speciale, ogni bambino riceverà colorate sculture di palloncini, realizzate con maestria dagli animatori, un piccolo dono che porteranno a casa con un sorriso. Jesseventi presta la massima attenzione anche alla sicurezza degli spazi e alla flessibilità nella gestione degli orari, adattandosi, quando necessario, ai riposini dei bambini, per garantire una festa serena per tutti.

In conclusione, il Baby Party di Jesseventi rappresenta la scelta perfetta per creare una festa su misura per i bambini più piccoli, garantendo non solo divertimento e sicurezza, ma anche tranquillità per i genitori. È un’esperienza pensata per costruire ricordi preziosi, un primo compleanno o una delle prime feste indimenticabili. Per scoprire come Jesseventi può organizzare una festa magica e perfettamente adatta all’età del vostro bambino, vi invitiamo a contattarli.

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Partita Genoa – Milan del 5 maggio 2025 Highlight

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Fatevi avvolgere da una carica di adrenalina mentre vi immergete nel vibrante ricordo della mitica partita tra il Genoa e il Milan del 5 maggio 2025. Un incontro che ha scritto la storia, un duello senza eguali in cui ogni minuto era colmo di suspense ed emozioni indimenticabili. Gli sguardi erano incollati al campo, i cuori battevano all’unisono con ogni passaggio preciso, tiro potente e difesa impenetrabile. Alcune sfide non si dimenticano e questa è sicuramente una di quelle! In questo post rivivremo insieme le azioni più emozionanti, gli highlight che hanno fatto saltare di gioia i tifosi o trattenere il fiato nell’attesa spasmodica del gol decisivo. Che siate fan accaniti dei rossoblù oppure seguaci fedeli dei rossoneri, preparatevi a riscoprire quei momenti indimenticabili attraverso questa analisi dettagliata degli highlights dell’incontro clou del campionato italiano: Genoa – Milan del 5 maggio 2025.

“Prima metà del gioco – Azioni salienti”

Nella prima metà del gioco tra Genoa e Milan del 5 maggio 2025, entrambe le squadre hanno mostrato un’intensa determinazione in campo. Il Milan ha preso subito il controllo del gioco con un pressing costante, costringendo il Genoa a difendersi con forza. Tuttavia, la squadra di casa ha saputo resistere agli attacchi avversari e ha creato diverse occasioni da gol con azioni veloci e ben coordinate. Il Milan, invece, ha cercato di sfruttare la sua superiorità tecnica ma è stato spesso fermato da una solida difesa genoana. Il punteggio rimane equilibrato, lasciando aperta la partita a qualsiasi risultato finale.

“Seconda metà del gioco – Momenti Critici”

Nella seconda metà del gioco, si sono verificati momenti critici che hanno tenuto tutti con il fiato sospeso. Al 65 ° minuto, il Genoa ha avuto un’occasione dorata per segnare con un calcio di rigore, ma il portiere del Milan ha compiuto un’incredibile parata che ha mantenuto salda la sua porta. Il Milan ha risposto con determinazione e al 75 ° minuto ha segnato il gol del vantaggio grazie a un colpo di testa preciso. Il Genoa ha lottato per pareggiare il punteggio fino all’ultimo minuto, ma la difesa del Milan si è dimostrata solida, permettendo loro di conquistare i preziosi tre punti.

“I Gol della Partita Genoa Vs Milan “

Nella partita tra Genoa e Milan del 5 maggio 2025, il Milan ha conquistato una vittoria cruciale con un punteggio di 2-1. Il primo gol è stato segnato da Ibrahimovic al 18º minuto, con un colpo di testa preciso. Il Genoa ha pareggiato al 35º minuto con una rete di Destro su calcio di rigore. Tuttavia, il Milan ha riconquistato il vantaggio grazie a Kessie al 63º minuto, con un potente tiro da fuori area. Nonostante diversi tentativi da entrambe le squadre nel secondo tempo, il punteggio è rimasto invariato fino al fischio finale, garantendo al Milan tre punti cruciali per la corsa al titolo.

“Analisi delle prestazioni dei giocatori chiave”

Nell’incontro tra Genoa e Milan del 5 maggio 2025, i giocatori chiave hanno svolto un ruolo determinante. Da una parte, il difensore centrale del Genoa ha dimostrato grande resistenza e precisione nei contrasti, riuscendo a tenere a bada gli attacchi avversari. Dall’altra parte, il centrocampista del Milan ha brillato per la sua capacità di dettare i tempi del gioco e distribuire palloni chiave ai compagni d’attacco. Entrambi i giocatori hanno contribuito in modo significativo al risultato finale, dimostrandosi fondamentali per le rispettive squadre.

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“Riepilogo e commenti post-partita”

Il Genoa ha ottenuto una vittoria importante contro il Milan con un punteggio di 2-1. La partita è stata caratterizzata da un’intensa battaglia sul campo, con entrambe le squadre che hanno lottato fino all’ultimo minuto. Il Genoa è riuscito a ottenere il vantaggio nel primo tempo con una rete di Rodriguez, ma il Milan ha pareggiato poco dopo grazie a Zlatan Ibrahimovic. Tuttavia, il gol vincente del Genoa è arrivato nei minuti finali del secondo tempo con una rete di Pavoletti. Una vittoria importante che potrebbe influenzare la classifica in questa fase cruciale del campionato.

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THIAGO MOTTA RESTA ALLA JUVE: PERCHÉ LA DIRIGENZA NON HA OPTATO PER L’ESONERO

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Nonostante il doppio ko, la fiducia rimane: i motivi della scelta

Sette gol subiti e zero realizzati nelle ultime due partite, una squadra inerme e confusa, priva di reazione agli schiaffi ricevuti dagli avversari. Il crollo della Juventus contro Atalanta e Fiorentina sembrava aver creato le condizioni ideali per un cambio in panchina, soprattutto con l’arrivo della sosta per le nazionali. Eppure, il dt Giuntoli ha ribadito la fiducia a Thiago Motta, che comunque affronterà nelle prossime ore un confronto con la dirigenza.

Ma quali sono le ragioni di questa scelta controcorrente? Esaminiamo i fattori che hanno portato la Juventus a resistere alla tentazione dell’esonero.

L’aspetto economico e la mancanza di alternative

L’impatto finanziario di un eventuale esonero non è trascurabile: con un contratto fino al 2027 da 3,5 milioni annui, licenziare Motta costerebbe alla società più di 10 milioni di euro.

Al di là dell’aspetto economico, però, c’è una questione pratica altrettanto rilevante: la carenza di alternative valide per una soluzione immediata. Gli unici allenatori di livello attualmente disponibili sarebbero Igor Tudor (già presente nello staff di Pirlo nella stagione 2021-22) e Roberto Mancini.

Entrambi, tuttavia, difficilmente accetterebbero un incarico da semplici traghettatori per le ultime nove giornate di campionato. Richiederebbero inevitabilmente un impegno contrattuale più lungo, almeno fino alla prossima stagione, una soluzione che la Juventus preferirebbe evitare.

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Una classifica ancora recuperabile

Per quanto possa sembrare paradossale dopo il recente sorpasso del Bologna al quarto posto, la posizione in classifica della Juventus è un altro fattore che ha contribuito alla conferma dell’allenatore.

Nonostante le prestazioni disastrose contro Atalanta e Fiorentina, la situazione non appare irrimediabilmente compromessa. La distanza minima dalla zona Champions League lascia aperta la possibilità di “salvare” una stagione che, al netto delle ultime deludenti prestazioni, ha comunque visto la squadra bianconera in lotta per lo scudetto fino a poco tempo fa e ancora in corsa nella Coppa Italia.

Responsabilizzare i giocatori, non solo l’allenatore

Un terzo elemento significativo emerge dalle dichiarazioni di Giuntoli dopo la disfatta del Franchi: la volontà di distribuire le responsabilità di questo tracollo anche alla squadra, evitando che sia solo l’allenatore a pagare per tutti.

“La sensazione è che ci sia una deresponsabilizzazione di ognuno dei calciatori, che hanno tanto le loro colpe”, ha osservato Marco Parolo a Dazn, trovando l’immediato consenso del dirigente bianconero: “Sì, hai ragione, un intervento lo abbiamo già fatto una bella partita. Chiaramente in maniera lucida, tutti insieme stiamo ritrovando quell’equilibrio perduto”.

In un’epoca in cui gli sportivi italiani più seguiti sui social media spesso diventano intoccabili anche all’interno degli spogliatoi, la scelta della Juventus di richiamare i giocatori alle loro responsabilità rappresenta un tentativo di preservare la gerarchia tecnica e ripristinare i giusti equilibri all’interno del gruppo.

Pensare al progetto nel lungo termine

Dietro alla conferma di Thiago Motta c’è anche una considerazione di carattere strategico. Se la qualificazione alla Champions League dovesse sfumare, è prevedibile che le riflessioni a fine stagione riguarderanno l’intero progetto tecnico e non esclusivamente la figura dell’allenatore.

In questo scenario, un cambio di guida tecnica a nove giornate dalla fine rischierebbe di rappresentare solo un palliativo temporaneo, incapace di risolvere problemi strutturali più profondi che potrebbero richiedere un ripensamento complessivo della pianificazione sportiva.

La scelta della Juventus di mantenere Thiago Motta alla guida della squadra appare quindi dettata da un insieme di fattori economici, pratici e strategici che, nella visione della dirigenza, rendono preferibile la continuità rispetto a un cambio improvviso che potrebbe rivelarsi più dannoso che benefico nel lungo periodo.

 

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