Che cos’è l’intonaco deumidificante?

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L’intonaco deumidificante è una particolare tecnica costruttiva per la finitura delle pareti interne. Si tratta di uno strato di intonaco in cui vengono inseriti degli speciali additivi chimici che assorbono l’umidità dall’ambiente in cui è applicato. La presenza di questo materiale consente di mantenere costante il livello di umidità all’interno della stanza, evitando che essa si saturi eccessivamente durante i periodi più umidi. Inoltre, l’intonaco deumidificante aiuta a prevenire problemi come muffa, macchie scure sui muri, odori sgradevoli e altri inconvenienti connessi all’umidità eccessiva.

La preparazione dell’intonaco deumidificante richiede l’utilizzo di prodotti specifici come leganti idraulici, additivi anti umidità ed eventualmente anche materiale di rinforzo per maggiore resistenza. Il prodotto finale poi viene applicato al muro con tecniche tradizionali, come pennellatura o spruzzatura. Prima dell’applicazione vera e propria è necessario preparare adeguatamente il supporto, assicurandosi che sia ben pulito dalla polvere e da eventuali residui di vecchio intonaco o calce. Questo passaggio è fondamentale per garantire una buona adesione del prodotto al muro.

I vantaggi principali offerti dall’utilizzo dell’intonaco deumidificante sono innanzitutto migliorare il comfort abitativo: la presenza di un sottile strato assorbente creerà un ambiente più salubre ed equilibrato in termini di umidità. Inoltre, avendo a disposizione questo strato protettivo sarà possibile evitare o ridurre il rischio di formazione di muffe o macchie sulla superficie delle pareti interne. Infine, l’applicazione di intonaco deumidificante contribuirà a migliorare la durata nel tempo delle pareti interne, consentendo loro di resistere meglio agli agenti atmosferici e alle condizioni climatiche avverse.

A cosa serve l’intonaco deumidificante?

L’intonaco deumidificante è una soluzione utilizzata per risolvere i problemi di umidità presenti in un edificio. Si tratta di un prodotto a base di argilla che ha la capacità di assorbire l’acqua e la umidità dall’aria, mantenendo quindi l’ambiente interno asciutto. L’intonaco viene applicato sulla superficie del muro, dove assorbe la condensa e il vapore acqueo presente nell’aria. Il processo di deumidificazione aiuta a prevenire la formazione di muffa e di altri funghi, limitando così i rischi per la salute legati alla proliferazione di queste sostanze. Inoltre, l’intonaco deumidificante impedisce all’acqua piovana o all’umidità dal terreno circostante di penetrare nelle murature dell’edificio, evitando così danni alla struttura e ai materiali contenuti al suo interno. Un altro beneficio derivante da un corretto utilizzo dell’intonaco deumidificante consiste nella riduzione del consumo energetico degli impianti di riscaldamento, visto che l’umidità in eccesso tende ad indebolire le prestazioni del sistema stesso.

Quanto costa un sacco di intonaco deumidificante?

Quanto costa un sacco di intonaco deumidificante dipende dal produttore e dal formato del sacco. Il prezzo di un sacco di intonaco deumidificante varia da circa 10 a 25 euro, ma può variare in base al marchio e al formato di cui hai bisogno. Ad esempio, un sacco da 25 kg di intonaco deumidificante può costare fino a 50 euro. Inoltre, il prezzo può anche variare in base al luogo in cui lo acquisti. Se acquisti intonaco deumidificante in un negozio di materiali edili, potresti pagare meno che se lo acquisti online. È anche possibile trovare sconti sugli acquisti all’ingrosso di intonaco deumidificante presso i rivenditori locali o online specializzati. Un’altra opzione è quella di acquistare una miscela già pronta, che potrebbe avere un prezzo inferiore rispetto all’acquisto separato degli ingredienti per crearla da soli. Prima di effettuare qualsiasi acquisto, assicurati di confrontare i prezzi per assicurarti di trovare la migliore offerta disponibile!

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Fra licenze e autorizzazioni, così gli Stati gestiscono il gioco online

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Regolamentare e conseguentemente gestire il gioco online sono due priorità cui i diversi Stati non possono rinunciare. Le ricadute di questo semplice assunto sono diverse, e vanno da conseguenze di tipo fiscale tanto per i casinò online quanto per lo Stato, alla sicurezza per i giocatori. Ogni Stato dunque gestisce a suo modo il sistema di autorizzazioni e licenze pensato per dare corpo alle diverse leggi nazionali sul gioco: così, ad esempio, quella che in Italia è l’ADM, ex AAMS, trova così un altro nome altrove.

L’esperienza italiana

Vale la pena iniziare proprio dall’esperienza italiana: qui, il compito di controllare la bontà dei nuovi casino online spetta all’Agenzia delle Accise, delle Dogane e dei Monopoli, ADM, subentrata all’AAMS nella regolamentazione di tutto quel che riguarda il gambling legale sul suolo fisico e digitale italiano.

Le regole imposte dall’ADM sono molto severe, al punto da aver reso l’agenzia italiana un punto di riferimento ancora insuperato nel mondo: la sua lotta per la promozione del solo intrattenimento responsabile; la verifica continua degli algoritmi che regolano i diversi giochi online; il rigido controllo della sicurezza delle transazioni poste in essere sui portali in questione; questi e molti altri compiti dell’ex AAMS hanno come unico obiettivo la tutela dei giocatori da qualsiasi rischio possa coglierli di sorpresa nel variegato mondo del gambling.

La licenza ADM con cui l’agenzia autorizza il casinò a operare ha degli effetti notevoli, di natura fiscale in virtù degli introiti che garantisce allo Stato sulle entrate della sala da gioco, e di sicurezza per i giocatori, che hanno la consapevolezza di registrarsi su un sito sicuro e affidabile. Non bisogna infatti dimenticare che l’utente ha bisogno di essere protetto da algoritmi potenzialmente truccati, così come di sapere che i propri dati personali e finanziari, forniti in sede di registrazione, siano protetti contro l’azione di operatori terzi.

Le autorità internazionali

Come punto di riferimento notevole all’interno del panorama del gambling sicuro, spicca certamente una realtà internazionale quale la MGA – Malta Gambling Authority. Si tratta di un ente che, nel 2015, ha sostituito la Lotteries and Gaming Authority e che da allora si propone di promuovere l’introduzione di nuove tecnologie del mondo del gaming. Un occhio di riguardo, in questo senso, non va soltanto al panorama degli intrattenimenti offerti, ma anche all’implementazione di nuovi metodi di pagamento, come quelli legati alle criptovalute, che oggi hanno piena cittadinanza nei casinò digitali.

Più attenta al problema fiscale e al nodo dei costi che le diverse case da gioco devono sostenere è, certamente, il governo di Curaçao: il suo ente di riferimento, infatti, propone un’aliquota fiscale e l’IVA allo 0% per tutti i casinò online che richiedono l’autorizzazione a operare e la relativa licenza. Inoltre, la rapidità con cui è possibile ottenere la licenza distingue enormemente questo sistema da quello voluto da ADM, che prevede tempi più lunghi e oneri fiscali più stringenti per le sale da gioco desiderose di operare legalmente in Italia.

Non solo licenze statali

Di certo, il fatto che sia lo Stato stesso a preoccuparsi di verificare la bontà di una sala da gioco è garanzia importante e imprescindibile per un’esperienza di gioco sicura. Tornando così all’esempio italiano, è fondamentale per l’utente in fase di registrazione verificare che il portale esibisca il regolare logo ADM, con relativo numero di licenza. Esistono tuttavia altri loghi e diverse certificazioni che, se rintracciati sulla pagina del casinò online, possono offrire un’ulteriore garanzia della bontà del sito e della sua trasparenza.

Si possono dunque citare l’agenzia inglese eCogra, operante in tutto il mondo e leader nei test sui giochi, tesi a valutarne la regolarità e l’aleatorietà degli algoritmi, al fine di evitare truffe legate a ritocchi o manomissioni di sorta. In questo ambito, opera in parallelo all’iTech Labs, fondata in Australia poco più di 20 anni fa e da allora responsabile del controllo di qualità dell’intrattenimento offerto su numerosi siti di gambling. Infine, la Gaming Laboratories International – GLI, di contro, offre analisi e promuove iniziative legate al gioco responsabile, in azioni fondamentali a livello internazionale.

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La guida per scegliere una telecamera a batteria

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La telecamera a batteria è più facile da installare rispetto ad un modello tradizionale con i cavi. Tuttavia è molto importante comunque stare attenti a scegliere il modello più adatto alle esigenze individuali. Ne esistono in commercio tanti modelli e tutti, grazie alle innovazioni della tecnologia all’avanguardia, si rivelano dei modelli estremamente efficienti. Tra l’altro, essendo delle telecamere Wi-Fi, non c’è la necessità nemmeno di installare cablaggi di vario tipo, per cui per l’installazione della telecamera a batteria non occorre nemmeno predisporre opere di muratura. Questo rende tutto molto più semplice il rivolgersi ad un prodotto di questo genere. Prima di scegliere la telecamera che sembra faccia al caso nostro occorre tenere conto del fatto che le prestazioni di questi dispositivi sono in genere standardizzate. A seconda del caso, però, può cambiare la resa.

Le varie tipologie a disposizione

È meglio scegliere un prodotto che sicuramente rende più produttiva la qualità del dispositivo tenendo conto del rapporto fra qualità e prezzo. Non è detto, infatti, che per una telecamera a batteria il prezzo possa essere più basso rispetto alle telecamere tradizionali con cavi. Quindi bisogna scegliere bene a quale prodotto rivolgersi, in considerazione anche del fatto che, se c’è bisogno di installare più telecamere di questo tipo, la spesa potrebbe essere più consistente.

In questo caso, se si ha bisogno di più telecamere, potrebbe essere vantaggioso l’acquisto di un kit. E a questo proposito non possiamo non fare riferimento alla telecamera 100% senza filo a batteria da esterno proposta da Sicurezza.pro. Il prodotto di cui stiamo parlando ha una risoluzione Full HD e un obiettivo grandangolare per una visione a 120 gradi.

Si avvale di raggi infrarossi integrati e garantisce anche la visione notturna a lunga gittata. Questo prodotto dispone di un’app per dispositivi Android e iOS, per l’accesso e la gestione da remoto.

Naturalmente in commercio esistono tantissimi prodotti, come per esempio le micro e le mini telecamere a batteria. Sono dei prodotti che in genere vengono impiegati per esigenze particolari e non per la videosorveglianza continua. Infatti bisogna tenere conto della durata limitata della loro autonomia.

Le batterie utilizzate per le normali telecamere sono a lunga durata e, a seconda del modello scelto, possono avere un’autonomia che va dalle quattro alle dodici settimane.

Ci sono anche modelli di telecamere a batteria dotati di pannelli solari. Queste telecamere non hanno limiti all’autonomia e non richiedono di essere ricaricate periodicamente perché si autoalimentano grazie all’energia ricavata dai raggi del sole.

Le caratteristiche più importanti

Se le caratteristiche tecniche delle telecamere a batteria sono standardizzate e quindi non costituiscono un particolare problema, bisogna stare attenti a delle altre caratteristiche che comunque sono molto importanti.

Per esempio è meglio scegliere delle telecamere a batteria con la risoluzione video sempre Full HD. Inoltre dovrebbero essere dotate di sensori di movimento intelligente chiamato PIR. Si tratta di un sensore predisposto per reagire soltanto al movimento degli esseri umani o ad animali di grossa taglia dal peso superiore ai 25 chili.

Poi ci sono anche i LED infrarossi, che normalmente hanno una portata nominale di 20 metri. Tuttavia la loro resa è variabile, perché dipende molto dalla presenza di fonti luminose nell’area interessata da monitorare durante le ore notturne. Infatti di notte la portata dei LED si può ridurre, arrivando a non superare i 7 o 8 metri circa.

Un altro dato che non bisogna dare per scontato è costituito dall’audio bidirezionale, sempre molto importante. Bisogna verificare sempre che il modello che vogliamo scegliere ne sia dotato, perché alcuni modelli che non sono all’avanguardia invece non lo presentano.

Tutte queste caratteristiche sono molto importanti per determinare in generale l’efficienza della telecamera e per garantirci una protezione più sicura in caso di intrusioni in casa da parte di malintenzionati, non dimenticando che la presenza della telecamera già di per se stessa può agire come deterrente nei confronti dei ladri.

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Scatole pieghevoli quale scegliere

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La scelta di quale tipo di scatola pieghevole da acquistare non è facile. In quest’articolo esamineremo tutti i fattori da considerare prima dell’acquisto. Le persone spesso trascurano l’importanza della corretta selezione del materiale per la realizzazione delle proprie scatole pieghevoli.

Che cos’è una scatola pieghevole?

Una scatola pieghevole è un prodotto realizzato con materiali leggeri e caratterizzato da una forma ripiegabile che ne consente un facile trasporto e stoccaggio. La percezione comune di una scatola pieghevole è che sia spessa, bianca, leggera ed abbia un coperchio. In realtà, le scatole pieghevoli possono essere prodotte in qualsiasi materiale e forma. Esse possono anche essere decorate o stampate con immagini, insegne o logo.

 

Varietà di scatole pieghevoli

Ci sono molti vantaggi nell’utilizzare una scatola pieghevole per sistemare la casa:

Economia di spazio: le scatole pieghevoli possono essere facilmente ripiegate quando non vengono utilizzate, il che le rende un’opzione ideale per chi ha poco spazio disponibile.

Facilità di stoccaggio: le scatole pieghevoli possono essere riposte in un armadio o in un altro spazio riparato quando non vengono utilizzate, il che le rende facili da conservare.

Facilità di trasporto: le scatole pieghevoli sono leggère e facili da trasportare, il che le rende ideali per lo spostamento di oggetti da una stanza all’altra o per il trasporto di oggetti durante un trasloco.

Versatilità: le scatole pieghevoli possono essere utilizzate per sistemare una vasta gamma di oggetti, dai libri alle scarpe, e possono essere utilizzate in diversi ambienti, come la cucina, il garage o la camera da letto.

Prezzo conveniente: le scatole pieghevoli sono generalmente meno costose delle scatole di cartone o di plastica, il che le rende un’opzione conveniente per chi cerca un modo economico per sistemare la propria casa.

Materiali di costruzione

Le scatole pieghevoli per sistemare la casa possono essere realizzate in diversi materiali, tra cui:

Cartone: le scatole pieghevoli in cartone sono le più comuni e possono essere facilmente acquistate in un negozio di articoli per la casa o online. Sono leggere e facili da trasportare, ma possono essere meno resistenti rispetto ad altri materiali.

Plastica: le scatole pieghevoli in plastica sono resistenti all’acqua e all’umidità e possono essere utilizzate per conservare oggetti che devono essere protetti dall’acqua, come le scarpe da pioggia. Tuttavia, possono essere più pesanti e meno facili da trasportare rispetto alle scatole in cartone.

Tessuto: le scatole pieghevoli in tessuto sono leggere e facili da trasportare, ma possono essere meno resistenti rispetto ad altri materiali. Sono spesso utilizzate per sistemare oggetti come cuscini o coperte.

Metallo: le scatole pieghevoli in metallo sono molto resistenti e durature, ma possono essere più pesanti e meno facili da trasportare rispetto ad altri materiali. Sono spesso utilizzate per sistemare oggetti che devono essere protetti dalla polvere o dai danni, come i libri o i documenti.

Legno: le scatole pieghevoli in legno sono molto resistenti e durature, ma possono essere più pesanti e meno facili da trasportare rispetto ad altri materiali. Sono spesso utilizzate per sistemare oggetti di valore o per decorare una stanza.

Conclusione

Quando si tratta di scegliere le scatole pieghevoli più adatte alle proprie esigenze, ci sono molte variabili da considerare. Per aiutarvi nella scelta, abbiamo realizzato questo articolo. Ricordate sempre che l’utilizzo di prodotti di qualità è sempre la soluzione migliore per organizzare al meglio la vostra casa.

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Telecamera senza WiFi: caratteristiche e funzionamento

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L’installazione di un sistema di sicurezza può essere considerata la decisione più opportuna per proteggere un’abitazione, ma anche il luogo di lavoro, come quello costituito da un’attività commerciale. Soprattutto a fare la differenza sono i sistemi di videosorveglianza, che sfruttano le azioni delle telecamere per registrare ed archiviare tutto ciò che accade nell’area protetta. Per quanto riguarda le telecamere da scegliere, ci sono diverse possibilità da tenere in considerazione. Infatti oggi sono disponibili anche le telecamere WiFi, che funzionano senza fili. Ma quali sono i vantaggi di una telecamera per la sicurezza in casa? Scopriamone di più a questo proposito.

I vantaggi del sistema con telecamera

Che si tratti di una telecamera senza wifi, quindi cablata, che di una telecamera wireless, ci sono molti vantaggi legati a questo sistema di sicurezza. Infatti spesso gli antifurti comuni sono abbinati ad un sistema di videosorveglianza con telecamere che sono attive 24 ore su 24 tutti i giorni dell’anno. Queste telecamere ci permettono di aumentare la sicurezza in casa, riprendendo immagini di ottima qualità, chiare e ad alta risoluzione.

Le telecamere sono progettate e realizzate con delle caratteristiche specifiche, in modo che possano trasmettere le immagini sui dispositivi che vengono associati ad esse, che possono essere il computer oppure i dispositivi mobili, come smartphone e tablet.

In questo modo si ha il vantaggio di poter avere un pieno riscontro di quanto si verifica all’interno e all’esterno dell’abitazione, in qualunque momento e in qualsiasi situazione, anche quando si è lontani dall’area da proteggere.

Fra i prodotti più innovativi bisogna ricordare, per quanto riguarda la videosorveglianza, le telecamere di CasaSicura.it. Sono dei sistemi davvero all’avanguardia e sono disponibili in due versioni. Per esempio c’è la telecamera PROCAMCS, che propone video in alta risoluzione e doppio flusso di immagini, oltre che un LED agli infrarossi per la visione notturna. Installare queste telecamere è davvero molto facile e le immagini che esse riprendono possono essere registrate su PC, su memorie esterne o sugli appositi registratori di video.

Le caratteristiche di una moderna telecamera per la sicurezza

I modelli di ultima generazione di telecamere di sicurezza devono avere alcune caratteristiche importanti che vanno valutate attentamente. Innanzitutto è fondamentale che sia dotato di una performance significativa per quanto riguarda la risoluzione video, che abbia un ampio angolo di visione e che sia dotata di opzione zoom.

Poi è fondamentale che la telecamera abbia la possibilità di effettuare riprese in notturna grazie, per esempio, ai sistemi a raggi infrarossi. Inoltre i sistemi di sorveglianza professionali sono dotati delle caratteristiche in base alle quali i dati vengono trasmessi in tempo reale ai dispositivi collegati in remoto.

Infatti per esempio è possibile ricevere sullo smartphone, come abbiamo già specificato, tutte le informazioni che riguardano la gestione e la sicurezza della casa, anche quando si è assenti e la nostra abitazione rimane più esposta alle intrusioni da parte dei malintenzionati.

Il funzionamento delle telecamere di sicurezza per l’esterno

Esistono anche delle particolari telecamere che sono indicate per essere installate negli ambienti esterni. Ma bisogna sempre ricordarsi anche in questo caso che devono avere delle caratteristiche fondamentali, tra cui la robustezza e la resistenza, in modo da porsi come capaci di resistere agli agenti atmosferici e alle variazioni di temperatura.

Le videocamere di sicurezza per l’esterno possono essere montate anche insieme agli antifurti perimetrali. Inoltre bisogna valutare sempre con molta attenzione, in particolare per l’esterno, la presenza di sensori a raggi infrarossi, in modo da riprendere i movimenti sospetti anche al buio.

È bene che le telecamere per esterno in questo senso non emettano radiazioni luminose, in modo che gli eventuali ladri non siano allertati. È poi possibile dotare le telecamere di sicurezza di archivi anche in cloud per la conservazione delle immagini, per vederle anche in altri momenti, sempre ricordandosi di quello che dice la normativa. Quest’ultima, infatti, impedisce di effettuare riprese per salvaguardare la privacy dei cittadini specialmente in aree non comuni. Per questo il soggetto che installa la telecamera è obbligato ad affiggere anche dei cartelli che segnalano la presenza delle telecamere stesse.

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Quali elettrodomestici ci fanno risparmiare tempo?

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Come la tecnologia ci fa guadagnare tempo

Sia che si tratti di cucinare che di effettuare le pulizie domestiche, tutti noi riconosciamo l’importanza degli elettrodomestici nel farci risparmiare tempo.

Fare le cose più velocemente o addirittura riuscire ad automatizzare alcuni lavori è un fattore di cui sempre più persone tengono conto quando devono scegliere i propri elettrodomestici.

In questo articolo andremo a scoprire quali sono gli strumenti che più di altri possono aiutarci a risparmiare tempo in casa.

Robot aspirapolvere

Tenere sempre il pavimento pulito può rappresentare una vera sfida. Specialmente quando ci sono animali in casa o si vive in prossimità di una strada polverosa, lo sporco sembra accumularsi con una velocità maggiore di quella con cui riusciamo a pulire. La soluzione viene offerta dal robot aspirapolvere. Questo piccolo assistente domestico deve semplicemente essere avviato per fare il lavoro al posto nostro. Naturalmente,  i residui di sporco più consistenti dovranno essere eliminati da noi con un aspirapolvere manuale o con scopa e paletta. D’altra parte, il robot aspirapolvere farà il grosso del lavoro per noi.

Tritatutto

Siamo stanchi di dover mettere a rischio l’integrità delle nostre dita per sminuzzare e tagliuzzare cipolle, sedano o pezzi di carne? In questo caso ci viene in aiuto il tritatutto, uno degli strumenti più utili in assoluto in cucina, che riesce a svolgere in qualche secondo il lavoro che manualmente faremmo in diversi minuti. Non tutti i modelli sono uguali. Potremo scegliere tra i migliori tritatutto del 2022 quello che fa meglio al caso nostro, soprattutto in base all’utilizzo che ne faremo.

Microonde

Immaginiamo di tornare stanchi dopo una giornata di lavoro e di non voler dedicare troppo tempo per cucinare. Quante volte ci sarà capitato? Ebbene, ci sono diversi pasti che possono essere cucinati al microonde, in un tempo che non supera generalmente i 2, 3 minuti. Oppure abbiamo bisogno di riscaldare degli avanzi del pranzo. Piuttosto che utilizzare una padella o una pentola potremo contare sulla velocità del microonde, riscaldando direttamente la pietanza nel piatto.

Lavastoviglie

Una delle attività più odiate dalle casalinghe è il lavaggio delle stoviglie. E’ incredibile quanto lavoro si debba fare dopo ogni pranzo, che a volte dura meno tempo di quello che serve per sparecchiare e pulire. La soluzione viene offerta dalla lavastoviglie. Ma il risparmio non è solamente legato al tempo, quanto alla quantità di acqua necessaria per il lavaggio, di molto inferiore rispetto al lavaggio a mano.

Robot lavavetri e lavapavimenti

Abbiamo già parlato del robot aspirapolvere. Alcuni tra i modelli più completi e performanti prevedono anche il lavaggio della superficie.

Chi ha diverse finestre sa quanto sia difficile mantenerle sempre pulite ed impeccabili. In alcuni casi, soprattutto quando queste si trovano ad una certa altezza, la loro pulizia potrebbe risultare pericolosa. Il robot lavavetri riesce a pulire senza problemi qualsiasi finestra, lasciando i vetri asciutti e privi di aloni.

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Risorgimento Italiano: il periodo e la storia

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Quando nasce il Risorgimento italiano?

Con il termine “Risorgimento” o “Risorgimento Italiano“, ci si riferisce ad un movimento politico-culturale, il quale portò all’indipendenza dell’Italia dalle dominazioni estere e alla sua conseguente unificazione.

Il Risorgimento si sviluppò principalmente tra il 1815 e il 1861, parliamo quindi del periodo storico compreso tra il Congresso di Vienna e per l’appunto, l’Unità d’Italia, avvenuta il 17 Marzo 1861.

L’Unità d’Italia è nata grazie ai cosiddetti moti risorgimentali e ai grandi patrioti, quali Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi, che hanno lottato strenuamente, mettendo in gioco la propria vita.

Cosa c’era prima del Risorgimento?

Dalla caduta dell’Impero Romano, avvenuta nell’anno 476 d.C. e fino a ben oltre la metà del XIX secolo – parliamo del 1800 quindi – l’Italia non è più stata unita.

La nostra penisola venne infatti divisa in tanti piccoli Stati, i quali spaziavano dal Regno Lombardo-Veneto (in pratica due terzi delle regioni del nord, sottomesse all’Austria), il Regno di Sardegna (governato dal re Vittorio Emanuele I) insieme al Piemonte, lo Stato della Chiesa (collocato nell’Italia centrale) governato dal Papa, fino al Regno delle Due Sicilie (ubicato nell’Italia meridionale), governato dalla dinastia dei Borboni.

A questi si affiancavano poi i ducati di Modena, di Massa e Carrara, di Lucca e di Parma e il Granducato di Toscana.

In pratica, l’Italia, per come la conosciamo oggi, era solo un sogno lontano e suggestivo.

Tra Rinascimento e Risorgimento

Il Rinascimento fu un periodo storico che si sviluppò in Italia tra la fine del Medioevo e l’inizio dell’Età Moderna, in un arco di tempo che va dall’inizio del XV secolo, fino alla fine del XVI secolo.

Vissuto dalla maggior parte dei suoi protagonisti come un’età di cambiamento, maturò un nuovo modo di concepire il mondo e se stessi, sviluppando le idee dell’umanesimo e portandolo a influenzare per la prima volta anche le arti figurative e la mentalità corrente.

L’Italia rinascimentale, fu attraversata anche dalle cosiddette guerre d’Italia, avvenute nel periodo storico che va dalla discesa in Italia del Re francese Carlo VIII, nel 1494, alla pace di Cateau-Cambrésis, avvenuta nel 1559, la quale sancì il predominio spagnolo su gran parte della penisola.

Questo lungo periodo storico segnò una fase molto tormentata della storia italiana, segnata dalla decadenza politica ed economica, in cui gran parte della penisola perde la propria indipendenza, che riacquisterà soltanto nell’Ottocento, con il Risorgimento.

Come era divisa l’Italia prima del Risorgimento?

L’Italia, prima della sua unificazione, avvenuta il 17 Marzo 1861, era divisa in tanti piccoli Stati dominati e regnati da potenze straniere quali l’Impero austro-ungarico, la famiglia dei Borboni e lo Stato della Chiesa, avente come città più importante Roma.

Molto spesso, effettuando ricerche mirate in rete sul Risorgimento Italiano, ci troviamo di fronte a questi accostamenti: Garibaldi e il Risorgimento, Cavour e il Risorgimento, Mazzini e il Risorgimento e Manzoni e il Risorgimento.

Ebbene, tutto ciò non è casuale, in quanto essi furono i promotori di questo fenomeno e personaggi predominanti dell’epoca risorgimentale.

Tuttavia, secondo alcune Interpretazioni del Risorgimento, questi fu una rivoluzione borghese dettata dall’aspirazione della borghesia italiana all’unificazione del mercato interno, ma rimasta incompleta soprattutto per la mancata attuazione di una trasformazione rivoluzionaria dei rapporti di classe nelle campagne.

Nel corso degli anni, vi furono tuttavia numerose altre interpretazioni revisionistiche del Risorgimento.

Il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano

Il Museo nazionale del Risorgimento italiano  è il più grande spazio espositivo di storia patria italiano, il più antico e il più importante museo dedicato al Risorgimento italiano per via della ricchezza e della rappresentatività delle sue collezioni, nonché l’unico che abbia ufficialmente il titolo di “nazionale”, riconoscimento ottenuto grazie al regio decreto nº 360 dell’8 dicembre 1901.

Il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano fu fondato nel 1878 e si trova a Torino, all’interno dello storico palazzo Carignano.

È dedicato all’epoca risorgimentale, durante la quale avvenne l’unificazione politica dell’Italia.

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Ritenzione idrica e gonfiore: cause e rimedi

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Il disagio causato dal gonfiore

Il gonfiore legato alla ritenzione idrica è uno degli effetti indesiderati più odiati, non solamente dalle donne ma anche da molti uomini.

Quello che contribuisce a creare questa situazione di forte disagio è la combinazione di una serie di fattori. Il gonfiore alle gambe, localizzato soprattutto a livello delle caviglie, si manifesta soprattutto quando trascorriamo molto tempo nella stessa posizione, in piedi o seduti.

Per azione della forza di gravità, infatti, il sangue tende a rimanere concentrato nella zona circostante alle caviglie. I liquidi plasmatici possono così passare dalle vene ai tessuti interstiziali. I liquidi in eccesso dovrebbero essere eliminati grazie al sistema linfatico.

Il problema è che questo apparato non funziona così come quello circolatorio, dove il cuore pompa e lo fa funzionare al meglio. Esso lavora grazie alla contrazione dei muscoli. Ecco perché in casi di sedentarietà prolungata i liquidi tendono a ristagnare nei tessuti. Quali sono i rimedi più efficaci per combattere la ritenzione idrica ed il gonfiore?

Movimento

Il primo rimedio contro il gonfiore è proprio il movimento fisico. Praticare un’attività sportiva come la corsa, la camminata veloce o il nuoto, è un toccasana per il nostro organismo in generale. Tra le altre cose, queste attività contribuiscono a rimettere in moto il sistema linfatico, che sarà così maggiormente in grado di eliminare i liquidi in eccesso. Se per lavoro dobbiamo trascorrere molto tempo seduti, possiamo alzare ed abbassare i talloni di tanto in tanto. Questi semplici movimenti riattivano la circolazione in prossimità delle caviglie.

Drenanti

I drenanti sono degli integratori naturali che vanno ad agire sul sistema linfatico favorendo l’espulsione dei liquidi in eccesso attraverso le urine, la traspirazione o il sudore. Possono essere ad uso interno o esterno. I primi si trovano sotto forma di sciroppi, pastiglie, tisane o gocce. I secondi sono delle creme che andrebbero a riattivare il microcircolo. Un drenante integratore ad uso interno di solito è più efficace e porta a risultati più immediati.

Bere più acqua

Bere più acqua ha diversi benefici sul nostro organismo. Nel nostro caso in primo luogo va ad abbassare il livello di sodio all’interno del corpo, fattore che contrasta l’accumulo di liquidi e che ne favorisce l’eliminazione. Inoltre bevendo di più il sangue tende ad essere più fluido e a stagnare di meno a livello delle gambe. Oltre a bere di più dovremmo cercare di ridurre la quantità di sale nei nostri alimenti e consumare una quantità maggiore di frutta e verdura.

Massaggi linfodrenanti

Un buon massaggio linfodrenante, associato all’applicazione di una crema drenante consente di riattivare il sistema linfatico e di favorire l’espulsione dei liquidi in eccesso e delle tossine.

Calze elastiche

Alcune calze a pressione graduata possono favorire il ritorno venoso grazie ad una pressione decrescente dal basso verso l’alto.

Applicando questi accorgimenti anche noi possiamo trovare sollievo dal gonfiore e migliorare il nostro stato di salute.

 

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Sancerre e Pouilly sur Loire, che spettacolo nella Loira

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Due aree iconiche per la produzione di vino bianco di eccelsa qualità

Probabilmente i vini bianchi aromatici di Sancerre e Pouilly sono i più facili da riconoscere di Francia, e rappresentano un orgoglio per tutta la lunghissima Valle della Loira.

Le due aree sono divise dal corso della Loira, appunto, e poggiano su pregiate colline di Calcare ed Argilla dal clima praticamente continentale. E’ proprio qui che il Sauvignon Blanc si sublima, divenendo fine e complesso, ed in grado di regalare prodotti incredibili, pregiati e spesso molto costosi.

Va detto che una fama così grande negli anni ha portato anche alla produzione di vini mediocri che nulla hanno a che vedere con le bottiglie migliori, anche se come ci spiega Apewineboxes, leader di settore, una produzione di vino naturale e di qualità è sempre più gettonata.

 

Pouilly sur Loire

Distinguere un Pouilly Fumè da un Sancerre è spesso compito arduo, normalmente il primo è più aromatico mentre il secondo più profondo e pieno.

Il Pouilly Fumè è quel vino bianco prodotto in questa zona ed ottenuto da sole uve Sauvignon Blanc.Qui si può produrre anche un altro vino ottenuto da uve Chasselas, più leggero e beverino, destinato sempre più spesso al mercato parigino.

I vigneti a Pouilly sono situati mediamente più in basso rispetto a quelli di Sancerre, intorno ai 300 metri sopra il livello del mare sui fianchi delle colline circostanti e a Nord del paese, dove si ottengono quelli di qualità migliore.

Il suolo è caratterizzato dall’elemento distintivo, la silice, da cui deriva un vino con forti sentori di pietra focaia, molto fresco e capace di invecchiare divinamente.

La silice è presente anche a Sancerre dove però i suoli sono definiti Terres Blanches.

Sancerre

Come detto i due paesi culto per il Sauvignon Blanc sono molto vicini tra loro, divisi solamente dal corso della Loira. I terreni dell’area si definiscono Terres Blanches perché di colore bianco, derivante dal suolo calcareo. La concentrazione di Argilla qui è molto alta, idonea per produrre vini dalla forbice vitale davvero ampia.

Dove invece il suolo è a maggioranza ghiaiosa si ottengono vini più semplici e di pronta beva.

Zone di produzione del Sancerre

Questa denominazione può essere realizzata solamente in 14 paesi e 3 borghi nell’area circostante.

Sono sostanzialmente due i Vigneti più rinomati, Lo Chene Marchand, nel paese di Buè, il cui suolo ciottoloso e calcareo da vita a vini spiccatamente minerali e Les Montes Dames, a Chavignol, dove la marna di Kimmeridge (argilla mista a calcare) conferisce al vino ampiezza e pretesa.

Anche a Menetreol i vini sono degni di nota, qui la Silice conferisce al vino sentori metallici, assai meno fini dei di quelli ottenuti nei due vigneti sopracitati.

Produzione a Sancerre e Pouilly sur Loire

Negli ultimi 50 anni gli ettari vitati di Sancerre si sono più che triplicati, arrivando a circa 3000 contro i poco più di 1000 della zona di Pouilly.

Ricerca della Qualità

I vini che provengono da queste due aree sono in grado di invecchiare, e bene, ma solamente nelle mani dei produttori giusti, vignaioli naturali, come quelle di Didier Dagueneau, figlio d’arte di Jean Claude, forse la massima espressione possibile per un vino di questa regione.

Mediamente questi prodotti, a differenza di quanto accade a Vouvray, hanno forbici vitali limitate, spesso raggiungono il loro apice entro 3 anni dalla commercializzazione.

La ricerca della qualità tende a privilegiare viti da cloni risalenti a prima del 1950, caratterizzate da una bassa resa produttiva, piuttosto che quelle moderne, più generose, ma solo in termini quantitativi.

Pinot Noir

A Sancerre non si produce solo vino bianco, ma anche rosso e rosè, ottenuti da uve Pinot Noir, i quali però risultano, nella maggioranza dei casi, solo parenti piuttosto lontani rispetto ai loro cugini di Borgogna.

La produzione di Pinot Noir peraltro rappresenta solamente un settimo di quella totale dell’area, segno di una volontà comune tra i vigneron di puntare sul Sauvignon Blanc.

Vignobles du Centre

Questi vigneti si trovano all’interno della grande ansa del fiume, ed alcuni sono storici e quotati, come quelli di Quincy, Reuilly e Menetou Salon, quest’ultima connotata da una espansione molto rapida.

In quest’area il Sauvignon Blanc è il vitigno più allevato, ma a Menetou Salon merita una menzione la produzione di Pinot Gris, che beneficia del suolo calcareo ed è in grado di regalare vini di ottima caratura

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Vino Biodinamico, un’idea di vino tradizionale eppure sempre più moderna

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Negli ultimi anni hai sentito parlare spesso di vino naturale e vino biodinamico, però hai trovato solo articoli confusionari che hanno incasinato ancora di più le cose.

Non ti preoccupare in questo articolo parleremo di vino biodinamico, che come ci spiega Apewineboxes.com, un sito online specializzato, rappresenta il futuro della viticoltura.Se mi seguirai fino alla fine ti darò anche un super consiglio per ottenere un approccio ottimale con questa tipologia di vini.

Prima di parlare del vino biodinamico giova introdurre rapidamente la figura di Rudolf Steiner, il teorizzatore di questo approccio filosofico alla viticoltura.

Il teorizzatore dell’agricoltura biodinamica

Rudolf Steiner (1861- 1925) è stato un teosofo tedesco che si è occupato, a livello di interpretazione filosofica e spirituale, di moltissimi argomenti, tra cui quello del progresso dell’agricoltura, ottenibile solo tramite un ritorno a pratiche ancestrali.

Affrontò questo tema nel 1924, poco prima di morire attraverso un ciclo di otto lezioni intitolate Impulsi scientifico-spirituali per il progresso dell’agricoltura. In esse forte era la spinta ad un correlazione tra attività produttiva e forze cosmico – spirituali che aumentavano la fertilità del suolo.

I suo seguaci, l’ agronomo Erhard Bartsch ed il chimico Franz Dreidax teorizzarono dapprima l’ agricoltura biodinamica e costituirono poi la Demeter ( dopo la Seconda Guerra Mondiale, Demeter International) l’ente che oggi ha la facoltà di certificare il vino biodinamico.

L’obiettivo principale biodinamica è quella di riequilibrare la produzione agricola con l’ecosistema terrestre, Il suolo e la vita che in esso si sviluppa e prolifera.

A cardine della produzione dei prodotti biodinamici c’è il concime, che deve essere assolutamente naturale e non essere ottenuto da prodotti di sintesi, poiché esso rende la terra vivente secondo Steiner ed i suoi seguaci.

Obiettivi della biodinamica

Gli obiettivi dell’agricoltura biodinamica sono:

  • Mantenere la terra fertile
  • Rendere vigorose le piante
  • Avere un approccio totalmente naturale nei confronti del terreno e dell’ambiente
  • Favorire la biodiversità vegetale ed animale
  • Ottenere prodotti di alta qualità

 

Come si produce il vino biodinamico

Principi della Biodinamica

 

  • Compost, miscela che si ottiene dalla umificazione di sostanze organiche come Letame, residui di potatura o scarti del giardinaggio (erba falciata o foglie) ad opera di macro e microrganismi che operano in presenza di ossigeno e di equilibrio tra gli elementi chimici delle sostanze coinvolte.
  • Fasi Lunari, si ritiene infatti che la Luna in perigeo (massima lontananza della Luna dalla Terra, abbia un effetto sostanzialmente indurente e poco propizio al contrario di ciò che accade quando è in Apogeo, posizione dagli effetti estremamente benefici.
  • Calendario Zodiacale, secondo quanto teorizzato da Maria Thun, i segni di terra influiscono sulla crescita delle radici, i segni d’acqua sulle foglie, i segni d’aria sui fiori ed i segni di terra sui frutti.
  • Approccio Olistico, in quanto una azienda agricola viene considerata un tutt’uno con le forze cosmiche.

Pratiche Biodinamiche

  • Sovescio, introduzione nel terreno di piante con compiti particolari. Ad esempio le leguminacee che sostanzialmente regolano il volume di azoto nel terreno.
  • Rotazione delle Colture, tecnica agronomica che prevede la rotazione delle colture all’interno di una determinata parcella, al fine di mantenerla viva e produttiva.
  • Limitare o se possibile eliminare la meccanizzazione dal processo produttivo.

Preparati

I preparati in agricoltura biodinamica appartengono a due grandi categorie, da spruzzo e da cumulo.

Da spruzzo:

  • 500, il famigerato Cornoletame che consiste nel riempire di letame il corno di una vacca che abbia partorito almeno una volta. Il corno viene interrato, nel caso del vino biodinamico tra i filari, e lasciato fermentare fino a Pasqua quando ormai si è tramutato in Humus. Viene miscelato e diluito con l’acqua (dinamizzato) e successivamente spruzzato sul terreno.
  • 501, il Cornosilice, analogamente le corna delle vacche vengono riempite di un preparato dinamizzato a base prettamente di Quarzo, Feldspato ed Ortoclasio, spruzzato sulle piante per renderle più fertili.
  • Fladen, anch’esso ha la funzione di migliore la fertilità del terreno, ed è una miscela di letame, farina di roccia e gusci d’uovo che segue la prassi dei preparati precedenti.

Da cumulo sono 6 e si ottengono da erbe medicinali fatte compostare o macerare in condizioni ambientali particolari, spesso in contenuti ottenuti da parti di corpi di animali:

  • 502, Achillea Millefolium
  • 503, Matricaria Chamomilla
  • 504, Urtica Dioica
  • 505, Quercus Robur
  • 506, Taraxacum Officinalis
  • 507, Valeriana Officinalis

Devono essere tutti distribuiti sul terreno mediante dinamizzazione, quindi miscelati con acqua.

Pensate sia finita qua?

Questo è il lavoro in vigna.

Principi naturali in cantina

In Cantina non si usano lieviti selezionati in laboratorio che innescano meccanicamente la fermetazione alcolica. Vengono utilizzati i lieviti autoctoni presenti all’interno della cantina che si selezionano autonomamente nel corso degli anni, innescando la fermentazione spontanea, che esalta gli aromi del vino.

Sono ovviamente banditi anche i pesticidi.

Eccoci arrivati al consiglio di cui ti accennavo all’inizio.

Il vino Biodinamico è sempre una scoperta, spesso tra loro sono diversi di annata in annata, di parcella di terreno in parcella di terreno e per questo ognuno di loro può definirsi unico. E’ naturale per antonomasia.

Il loro habitat naturale è l’anfora è per questo hanno potenzialità di affinamento praticamente illimitate.

 

 

 

 

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