Quali elettrodomestici ci fanno risparmiare tempo?

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Come la tecnologia ci fa guadagnare tempo

Sia che si tratti di cucinare che di effettuare le pulizie domestiche, tutti noi riconosciamo l’importanza degli elettrodomestici nel farci risparmiare tempo.

Fare le cose più velocemente o addirittura riuscire ad automatizzare alcuni lavori è un fattore di cui sempre più persone tengono conto quando devono scegliere i propri elettrodomestici.

In questo articolo andremo a scoprire quali sono gli strumenti che più di altri possono aiutarci a risparmiare tempo in casa.

Robot aspirapolvere

Tenere sempre il pavimento pulito può rappresentare una vera sfida. Specialmente quando ci sono animali in casa o si vive in prossimità di una strada polverosa, lo sporco sembra accumularsi con una velocità maggiore di quella con cui riusciamo a pulire. La soluzione viene offerta dal robot aspirapolvere. Questo piccolo assistente domestico deve semplicemente essere avviato per fare il lavoro al posto nostro. Naturalmente,  i residui di sporco più consistenti dovranno essere eliminati da noi con un aspirapolvere manuale o con scopa e paletta. D’altra parte, il robot aspirapolvere farà il grosso del lavoro per noi.

Tritatutto

Siamo stanchi di dover mettere a rischio l’integrità delle nostre dita per sminuzzare e tagliuzzare cipolle, sedano o pezzi di carne? In questo caso ci viene in aiuto il tritatutto, uno degli strumenti più utili in assoluto in cucina, che riesce a svolgere in qualche secondo il lavoro che manualmente faremmo in diversi minuti. Non tutti i modelli sono uguali. Potremo scegliere tra i migliori tritatutto del 2022 quello che fa meglio al caso nostro, soprattutto in base all’utilizzo che ne faremo.

Microonde

Immaginiamo di tornare stanchi dopo una giornata di lavoro e di non voler dedicare troppo tempo per cucinare. Quante volte ci sarà capitato? Ebbene, ci sono diversi pasti che possono essere cucinati al microonde, in un tempo che non supera generalmente i 2, 3 minuti. Oppure abbiamo bisogno di riscaldare degli avanzi del pranzo. Piuttosto che utilizzare una padella o una pentola potremo contare sulla velocità del microonde, riscaldando direttamente la pietanza nel piatto.

Lavastoviglie

Una delle attività più odiate dalle casalinghe è il lavaggio delle stoviglie. E’ incredibile quanto lavoro si debba fare dopo ogni pranzo, che a volte dura meno tempo di quello che serve per sparecchiare e pulire. La soluzione viene offerta dalla lavastoviglie. Ma il risparmio non è solamente legato al tempo, quanto alla quantità di acqua necessaria per il lavaggio, di molto inferiore rispetto al lavaggio a mano.

Robot lavavetri e lavapavimenti

Abbiamo già parlato del robot aspirapolvere. Alcuni tra i modelli più completi e performanti prevedono anche il lavaggio della superficie.

Chi ha diverse finestre sa quanto sia difficile mantenerle sempre pulite ed impeccabili. In alcuni casi, soprattutto quando queste si trovano ad una certa altezza, la loro pulizia potrebbe risultare pericolosa. Il robot lavavetri riesce a pulire senza problemi qualsiasi finestra, lasciando i vetri asciutti e privi di aloni.

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Risorgimento Italiano: il periodo e la storia

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Quando nasce il Risorgimento italiano?

Con il termine “Risorgimento” o “Risorgimento Italiano“, ci si riferisce ad un movimento politico-culturale, il quale portò all’indipendenza dell’Italia dalle dominazioni estere e alla sua conseguente unificazione.

Il Risorgimento si sviluppò principalmente tra il 1815 e il 1861, parliamo quindi del periodo storico compreso tra il Congresso di Vienna e per l’appunto, l’Unità d’Italia, avvenuta il 17 Marzo 1861.

L’Unità d’Italia è nata grazie ai cosiddetti moti risorgimentali e ai grandi patrioti, quali Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi, che hanno lottato strenuamente, mettendo in gioco la propria vita.

Cosa c’era prima del Risorgimento?

Dalla caduta dell’Impero Romano, avvenuta nell’anno 476 d.C. e fino a ben oltre la metà del XIX secolo – parliamo del 1800 quindi – l’Italia non è più stata unita.

La nostra penisola venne infatti divisa in tanti piccoli Stati, i quali spaziavano dal Regno Lombardo-Veneto (in pratica due terzi delle regioni del nord, sottomesse all’Austria), il Regno di Sardegna (governato dal re Vittorio Emanuele I) insieme al Piemonte, lo Stato della Chiesa (collocato nell’Italia centrale) governato dal Papa, fino al Regno delle Due Sicilie (ubicato nell’Italia meridionale), governato dalla dinastia dei Borboni.

A questi si affiancavano poi i ducati di Modena, di Massa e Carrara, di Lucca e di Parma e il Granducato di Toscana.

In pratica, l’Italia, per come la conosciamo oggi, era solo un sogno lontano e suggestivo.

Tra Rinascimento e Risorgimento

Il Rinascimento fu un periodo storico che si sviluppò in Italia tra la fine del Medioevo e l’inizio dell’Età Moderna, in un arco di tempo che va dall’inizio del XV secolo, fino alla fine del XVI secolo.

Vissuto dalla maggior parte dei suoi protagonisti come un’età di cambiamento, maturò un nuovo modo di concepire il mondo e se stessi, sviluppando le idee dell’umanesimo e portandolo a influenzare per la prima volta anche le arti figurative e la mentalità corrente.

L’Italia rinascimentale, fu attraversata anche dalle cosiddette guerre d’Italia, avvenute nel periodo storico che va dalla discesa in Italia del Re francese Carlo VIII, nel 1494, alla pace di Cateau-Cambrésis, avvenuta nel 1559, la quale sancì il predominio spagnolo su gran parte della penisola.

Questo lungo periodo storico segnò una fase molto tormentata della storia italiana, segnata dalla decadenza politica ed economica, in cui gran parte della penisola perde la propria indipendenza, che riacquisterà soltanto nell’Ottocento, con il Risorgimento.

Come era divisa l’Italia prima del Risorgimento?

L’Italia, prima della sua unificazione, avvenuta il 17 Marzo 1861, era divisa in tanti piccoli Stati dominati e regnati da potenze straniere quali l’Impero austro-ungarico, la famiglia dei Borboni e lo Stato della Chiesa, avente come città più importante Roma.

Molto spesso, effettuando ricerche mirate in rete sul Risorgimento Italiano, ci troviamo di fronte a questi accostamenti: Garibaldi e il Risorgimento, Cavour e il Risorgimento, Mazzini e il Risorgimento e Manzoni e il Risorgimento.

Ebbene, tutto ciò non è casuale, in quanto essi furono i promotori di questo fenomeno e personaggi predominanti dell’epoca risorgimentale.

Tuttavia, secondo alcune Interpretazioni del Risorgimento, questi fu una rivoluzione borghese dettata dall’aspirazione della borghesia italiana all’unificazione del mercato interno, ma rimasta incompleta soprattutto per la mancata attuazione di una trasformazione rivoluzionaria dei rapporti di classe nelle campagne.

Nel corso degli anni, vi furono tuttavia numerose altre interpretazioni revisionistiche del Risorgimento.

Il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano

Il Museo nazionale del Risorgimento italiano  è il più grande spazio espositivo di storia patria italiano, il più antico e il più importante museo dedicato al Risorgimento italiano per via della ricchezza e della rappresentatività delle sue collezioni, nonché l’unico che abbia ufficialmente il titolo di “nazionale”, riconoscimento ottenuto grazie al regio decreto nº 360 dell’8 dicembre 1901.

Il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano fu fondato nel 1878 e si trova a Torino, all’interno dello storico palazzo Carignano.

È dedicato all’epoca risorgimentale, durante la quale avvenne l’unificazione politica dell’Italia.

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Ritenzione idrica e gonfiore: cause e rimedi

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Il disagio causato dal gonfiore

Il gonfiore legato alla ritenzione idrica è uno degli effetti indesiderati più odiati, non solamente dalle donne ma anche da molti uomini.

Quello che contribuisce a creare questa situazione di forte disagio è la combinazione di una serie di fattori. Il gonfiore alle gambe, localizzato soprattutto a livello delle caviglie, si manifesta soprattutto quando trascorriamo molto tempo nella stessa posizione, in piedi o seduti.

Per azione della forza di gravità, infatti, il sangue tende a rimanere concentrato nella zona circostante alle caviglie. I liquidi plasmatici possono così passare dalle vene ai tessuti interstiziali. I liquidi in eccesso dovrebbero essere eliminati grazie al sistema linfatico.

Il problema è che questo apparato non funziona così come quello circolatorio, dove il cuore pompa e lo fa funzionare al meglio. Esso lavora grazie alla contrazione dei muscoli. Ecco perché in casi di sedentarietà prolungata i liquidi tendono a ristagnare nei tessuti. Quali sono i rimedi più efficaci per combattere la ritenzione idrica ed il gonfiore?

Movimento

Il primo rimedio contro il gonfiore è proprio il movimento fisico. Praticare un’attività sportiva come la corsa, la camminata veloce o il nuoto, è un toccasana per il nostro organismo in generale. Tra le altre cose, queste attività contribuiscono a rimettere in moto il sistema linfatico, che sarà così maggiormente in grado di eliminare i liquidi in eccesso. Se per lavoro dobbiamo trascorrere molto tempo seduti, possiamo alzare ed abbassare i talloni di tanto in tanto. Questi semplici movimenti riattivano la circolazione in prossimità delle caviglie.

Drenanti

I drenanti sono degli integratori naturali che vanno ad agire sul sistema linfatico favorendo l’espulsione dei liquidi in eccesso attraverso le urine, la traspirazione o il sudore. Possono essere ad uso interno o esterno. I primi si trovano sotto forma di sciroppi, pastiglie, tisane o gocce. I secondi sono delle creme che andrebbero a riattivare il microcircolo. Un drenante integratore ad uso interno di solito è più efficace e porta a risultati più immediati.

Bere più acqua

Bere più acqua ha diversi benefici sul nostro organismo. Nel nostro caso in primo luogo va ad abbassare il livello di sodio all’interno del corpo, fattore che contrasta l’accumulo di liquidi e che ne favorisce l’eliminazione. Inoltre bevendo di più il sangue tende ad essere più fluido e a stagnare di meno a livello delle gambe. Oltre a bere di più dovremmo cercare di ridurre la quantità di sale nei nostri alimenti e consumare una quantità maggiore di frutta e verdura.

Massaggi linfodrenanti

Un buon massaggio linfodrenante, associato all’applicazione di una crema drenante consente di riattivare il sistema linfatico e di favorire l’espulsione dei liquidi in eccesso e delle tossine.

Calze elastiche

Alcune calze a pressione graduata possono favorire il ritorno venoso grazie ad una pressione decrescente dal basso verso l’alto.

Applicando questi accorgimenti anche noi possiamo trovare sollievo dal gonfiore e migliorare il nostro stato di salute.

 

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Sancerre e Pouilly sur Loire, che spettacolo nella Loira

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Due aree iconiche per la produzione di vino bianco di eccelsa qualità

Probabilmente i vini bianchi aromatici di Sancerre e Pouilly sono i più facili da riconoscere di Francia, e rappresentano un orgoglio per tutta la lunghissima Valle della Loira.

Le due aree sono divise dal corso della Loira, appunto, e poggiano su pregiate colline di Calcare ed Argilla dal clima praticamente continentale. E’ proprio qui che il Sauvignon Blanc si sublima, divenendo fine e complesso, ed in grado di regalare prodotti incredibili, pregiati e spesso molto costosi.

Va detto che una fama così grande negli anni ha portato anche alla produzione di vini mediocri che nulla hanno a che vedere con le bottiglie migliori, anche se come ci spiega Apewineboxes, leader di settore, una produzione di vino naturale e di qualità è sempre più gettonata.

 

Pouilly sur Loire

Distinguere un Pouilly Fumè da un Sancerre è spesso compito arduo, normalmente il primo è più aromatico mentre il secondo più profondo e pieno.

Il Pouilly Fumè è quel vino bianco prodotto in questa zona ed ottenuto da sole uve Sauvignon Blanc.Qui si può produrre anche un altro vino ottenuto da uve Chasselas, più leggero e beverino, destinato sempre più spesso al mercato parigino.

I vigneti a Pouilly sono situati mediamente più in basso rispetto a quelli di Sancerre, intorno ai 300 metri sopra il livello del mare sui fianchi delle colline circostanti e a Nord del paese, dove si ottengono quelli di qualità migliore.

Il suolo è caratterizzato dall’elemento distintivo, la silice, da cui deriva un vino con forti sentori di pietra focaia, molto fresco e capace di invecchiare divinamente.

La silice è presente anche a Sancerre dove però i suoli sono definiti Terres Blanches.

Sancerre

Come detto i due paesi culto per il Sauvignon Blanc sono molto vicini tra loro, divisi solamente dal corso della Loira. I terreni dell’area si definiscono Terres Blanches perché di colore bianco, derivante dal suolo calcareo. La concentrazione di Argilla qui è molto alta, idonea per produrre vini dalla forbice vitale davvero ampia.

Dove invece il suolo è a maggioranza ghiaiosa si ottengono vini più semplici e di pronta beva.

Zone di produzione del Sancerre

Questa denominazione può essere realizzata solamente in 14 paesi e 3 borghi nell’area circostante.

Sono sostanzialmente due i Vigneti più rinomati, Lo Chene Marchand, nel paese di Buè, il cui suolo ciottoloso e calcareo da vita a vini spiccatamente minerali e Les Montes Dames, a Chavignol, dove la marna di Kimmeridge (argilla mista a calcare) conferisce al vino ampiezza e pretesa.

Anche a Menetreol i vini sono degni di nota, qui la Silice conferisce al vino sentori metallici, assai meno fini dei di quelli ottenuti nei due vigneti sopracitati.

Produzione a Sancerre e Pouilly sur Loire

Negli ultimi 50 anni gli ettari vitati di Sancerre si sono più che triplicati, arrivando a circa 3000 contro i poco più di 1000 della zona di Pouilly.

Ricerca della Qualità

I vini che provengono da queste due aree sono in grado di invecchiare, e bene, ma solamente nelle mani dei produttori giusti, vignaioli naturali, come quelle di Didier Dagueneau, figlio d’arte di Jean Claude, forse la massima espressione possibile per un vino di questa regione.

Mediamente questi prodotti, a differenza di quanto accade a Vouvray, hanno forbici vitali limitate, spesso raggiungono il loro apice entro 3 anni dalla commercializzazione.

La ricerca della qualità tende a privilegiare viti da cloni risalenti a prima del 1950, caratterizzate da una bassa resa produttiva, piuttosto che quelle moderne, più generose, ma solo in termini quantitativi.

Pinot Noir

A Sancerre non si produce solo vino bianco, ma anche rosso e rosè, ottenuti da uve Pinot Noir, i quali però risultano, nella maggioranza dei casi, solo parenti piuttosto lontani rispetto ai loro cugini di Borgogna.

La produzione di Pinot Noir peraltro rappresenta solamente un settimo di quella totale dell’area, segno di una volontà comune tra i vigneron di puntare sul Sauvignon Blanc.

Vignobles du Centre

Questi vigneti si trovano all’interno della grande ansa del fiume, ed alcuni sono storici e quotati, come quelli di Quincy, Reuilly e Menetou Salon, quest’ultima connotata da una espansione molto rapida.

In quest’area il Sauvignon Blanc è il vitigno più allevato, ma a Menetou Salon merita una menzione la produzione di Pinot Gris, che beneficia del suolo calcareo ed è in grado di regalare vini di ottima caratura

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Qual è il modo migliore per diventare barman?

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Perché valutare di diventare barman?

Quella del barman è una professione ricca di fascino che apre le porte verso una carriera stimolante. Si tratta di una figura molto richiesta e che continuerà ad esserlo anche in futuro.

Quando utilizziamo il termine barman, ci serviamo di un termine generico per indicare chi si trova alle spalle del banco del bar. Nel corso del tempo, come è avvenuto un po’ in tutti i settori, anche in questo campo si sono andate delineando sempre di più delle differenze sostanziali tra le diverse specializzazioni. Prima di scoprire qual è il modo migliore per intraprendere un carriera in questo campo, scopriamo assieme quali sono le figure più rappresentative che ruotano attorno a questo campo.

Le principali figure che lavorano in un bar

Il barista è il professionista che lavora prettamente nelle ore diurne e che si occupa del reparto caffetteria. Detta così potrebbe sembrare una mansione piuttosto semplice. In realtà si tratta di un lavoro che richiede impegno dedizione e delle conoscenze particolari. Oltre a conoscere a menadito tutta la strumentazione, ha delle nozioni sulle diverse qualità di caffè e sulle miscele che si possono creare. Vengono inoltre apprezzate delle competenze nell’arte della decorazione dei cappuccini, nella cosiddetta milk art. Il suo piano di lavoro è sempre pulito ed in ordine, in modo da poter servire in modo efficiente e rapido i suoi clienti.

Il bartender è l’accezione americana del barman, colui che è addetto alla preparazione dei cocktail. Conosce a menadito le ricette dei cocktail più richiesti e non si fa mettere in difficoltà da un cliente che ha delle richieste particolari, visto che ama tenersi aggiornato su tutte le nuove tendenze.

Il mixologist conosce alla perfezione le materie prime e sa come combinarle per dare vita a bevande originali ed esclusive.

Il flier bartender è l’acrobata del banco da bar. Grazie alla sua manualità riesce a dare spettacolo facendo volteggiare bicchieri e bottiglie durante la preparazione dei cocktail, la cui qualità non viene intaccata.

Chi ha frequentato un istituto alberghiero parte avvantaggiato. Ma anche chi non ha ricevuto una simile formazione non deve preoccuparsi. Il modo migliore per intraprendere questa strada è frequentare un corso professionale presso una scuola barman Roma accreditata.

Potremo scegliere il percorso che più ci piace e, dopo qualche settimana di studio suddiviso  in parte teorica e pratica, potremo ricevere una certificazione ed effettuare uno stage in un locale convenzionato.

Alcuni pensano che basti proporsi come apprendista in un locale ed iniziare ad osservare ed a fare pratica per diventare barman.

Benché questa sia una possibilità, non si tratta certo della migliore. Innanzitutto perché non sarà facile trovare qualcuno disponibile a condividere con noi i propri trucchi del mestiere, imparati dopo tanta gavetta e dopo anni di esperienza.

Le persone tendono infatti ad essere gelose del proprio mestiere, e questo potrebbe penalizzarci. Ecco perché è importante acquisire preventivamente le competenze necessarie per poi proporsi ad un potenziale datore di lavoro. In questo modo saranno anche maggiori le possibilità di lavorare in condizioni più vantaggiose.

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Home staging per vendere un immobile: perché è così importante?

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Come vendere velocemente un immobile

Se anche noi abbiamo pensato di mettere in vendita un nostro immobile, sicuramente vorremo farlo nel minor tempo possibile e cercando di ottenere il massimo dal punto di vista economico.

Vendere una casa non è così semplice come potremmo pensare. Alcuni scelgono di fare da soli, di provare a vendere la propria casa senza sfruttare le mediazione e l’aiuto offerto da un’agenzia. In questo modo però ci si priva della possibilità di contare sulle competenze di questi professionisti che sanno esattamente come fare per indirizzare potenziali acquirenti verso la nostra casa.

E’ vero che per vendere una casa non si può più prescindere da un annuncio online. Ma pubblicare un annuncio ed inserire qualche foto dell’immobile non è sufficiente per attirare le persone giuste. Un’agenzia affidabile, come l’agenzia immobiliare San Paolo Roma potrà aiutarci a:

  • Fare una valutazione obiettiva dell’immobile
  • Pubblicare un annuncio accattivante
  • Metterci in contatto con un maggior numero di potenziali acquirenti
  • Sbrigare le pratiche burocratiche 
  • Attuare delle strategie di marketing digitale per attirare acquirenti 
  • Aiutarci ad aumentare il valore percepito rispetto a quello reale dell’immobile 

Quest’ultimo obiettivo viene raggiunto grazie all’home staging. In cosa consiste, e perché è così importante? 

Cos’è l’home staging?

Home staging significa letteralmente mettere la casa sul palcoscenico. Si tratta di attuare delle migliorie che hanno lo scopo di rendere la casa più appetibile per chi è intenzionato a comprarla.

Quando qualcuno visita una casa con l’intenzione di acquistarla, automaticamente inizia ad immaginarsi la sua vita all’interno dell’abitazione. Se la casa non gli trasmette delle sensazioni positive o se inizia a pensare che ci siano troppi lavori da fare per renderla vivibile o accogliente, quasi sicuramente scarterà questa soluzione.

Esistono dei veri e propri corsi per diventare homer staging. Grazie all’attuazione di alcuni semplici trucchi si può migliorare considerevolmente la percezione di una casa, anche se si tratta di una struttura vecchia o inabitata.

In questi casi, ad esempio, sarà utile dare una rinfrescata ai muri con qualche mano di pittura. Gli interni appariranno immediatamente più luminosi e moderni, mentre verranno eliminati i segni visibili del tempo e l’odore tipico delle case vuote.

A volte potrebbe essere utile inserire degli elementi di arredo, come un tappeto moderno, un tavolino, delle piante. In altri casi sarà sufficiente anche solo spostare questi arredi per rompere la monotonia degli interni e cambiare il loro volto.

Fare qualche riparazione necessaria, per esempio sostituendo un vetro rotto, riparando un infisso o un rubinetto che perde darà alla persona che vede la casa l’idea di un luogo funzionale dove poter vivere senza problemi.

Come possiamo capire, si tratta di piccoli aggiustamenti che andranno a valorizzare la nostra casa senza dover intervenire con costose opere murarie. Possiamo definire l’home staging come una tecnica di marketing piuttosto efficace che ci permetterà di trovare in molto meno tempo un acquirente interessato e di evitare di dover svendere l’immobile, aumentandone di fatto il suo valore percepito rispetto a quello reale.

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Quali sono le riserve naturali più belle della Puglia?

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Puglia: mare, arte, natura e molto altro

Molti hanno imparato ad apprezzare la Puglia per le enormi ricchezze che mette a disposizione dei suoi visitatori. Un territorio intriso di arte, storia, cultura e tradizione, contornato da spiagge favolose che lo rendono territorio di conquista durante il periodo estivo.

Molti non sanno che la Puglia è anche una terra di riserve naturali affascinanti, di aree protette molto suggestive. In questo articolo andremo a menzionare le più importanti e belle da vedere.

Le più belle e suggestive riserve naturali

La foce naturale del fiume Chidro. Non lontano da San Pietro in Bevagna si trova quest’oasi naturale molto bella. Il fiume Chidro scorre per circa 10 km sottoterra per poi fuoriuscire in un punto chiamato il “cratere” e scorrere per circa 500 metri verso il mare, con dei laghetti che ospitano pesci e volatili. Il paesaggio che si viene a creare dà origine ad un piacevole contrasto tra l’acqua cristallina e la verde vegetazione. L’acqua, come si può immaginare è molto fredda, ideale per un bel bagno tonificante! Non lontano troviamo una delle spiagge in assoluto più belle del Salento, Campomarino di Maruggio. Potremo prenotare una delle case vacanza Campomarino di Maruggio per poter visitare la riserva e raggiungere le meravigliose spiagge della costa ionica.

Non lontano da Brindisi troviamo la riserva naturale “Le Cesine”, un’area protetta dal WWF essendo di grande interesse paesaggistico e faunistico. In quest’area vengono infatti a sostare alcune specie di uccelli migratori durante la loro tratta dall’Africa all’Europa.

Le Saline di Margherita di Savoia sono le più grandi saline d’Europa. Nell’ultimo periodo quest’area è stata rivalorizzata attraverso dei percorsi ciclabili e di trekking che ci consentiranno di goderci lo spettacolo delle immense e sconfinate vasche piene di sale, con i riflessi rosei che diventano sempre più accesi quando ci si avvicina all’ora del tramonto.

La riserva naturale di Porto Selvaggio si trova a Nardò. Molti conosceranno la spiaggia di Porto Selvaggio, una tappa imperdibile per chi visita il Salento. La spiaggia si trova in una vasta porzione di macchia mediterranea ricca di diverse specie di vegetazione che arriva fino al limite di questo tratto di scogliera. Potremo attraversare il parco a passo di trekking o in sella ad una mountain bike. Potremo raggiungere così uno dei punti panoramici più suggestivi della Puglia, la Torre dell’Alto, una torre del 1500 che troneggia sulla costa che arriva sino a Gallipoli e su tutto il Parco.

Avete mai sentito parlare dell’itinerario dei giganti? No, non stiamo parlando di giganti letterali, ma di alberi, più specificamente degli ulivi millenari presenti nel parco agrario degli ulivi millenari. Nella zona tra Ostuni, Fasano e Carovigno c’è un’altissima concentrazione di ulivi la cui età viene stimata attorno ai 3000 anni fa! Questi alberi sono pertanto dei monumenti viventi, che nel corso del tempo hanno raggiunto un’imponenza impressionante, sviluppando delle forme e delle nodosità molto particolari. Esistono diversi percorsi e tratturi dove passeggiare tranquillamente con lo sfondo degli ulivi, dei muretti a secco, della terra rossa e le masserie. Un percorso incantevole che difficilmente ci lascerà indifferenti!

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Acciaio corten: quali sono le sue applicazioni?

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L’acciaio protetto dalla ruggine

Per chi non conoscesse le proprietà di questo materiale potrebbe sembrare un paradosso utilizzare un metallo arrugginito, per di più appositamente, per ottenere oggetti o strutture di uso comune. Eppure è proprio questo il procedimento a cui viene sottoposto l’acciaio Corten, da sempre molto apprezzato per le sue caratteristiche di particolare resistenza rispetto al comune acciaio o al ferro.

Ciò che contraddistingue il metallo in questione è la sua elevata resistenza alla corrosione provocata ad esempio dagli agenti atmosferici. Questa sua caratteristica è dovuta in gran parte alla presenza della patina ossidativa sulla superficie. Questa patina funge da strato protettivo. Anche nel caso di lesioni, la corrosione non si espanderebbe all’interno della struttura ma andrebbe a coprire direttamente la parte lesionata, un po’ come avviene dopo un taglio sulla pelle.

Oltre alle sue caratteristiche fisiche, il Corten è molto apprezzato per quelle estetiche. La sua tonalità bruno-rossiccia è molto particolare, e come vedremo in questo articolo, si sposa perfettamente con alcuni stili di arredamento moderni.

Il colore stesso dell’acciao tende a mutare nel corso del tempo, diventando sempre più scuro. Si interviene applicando alcuni prodotti specifici per bloccare il processo e fermare l’ossidazione al livello desiderato.

Il Corten è rinomato anche per la sua grande resistenza alle forze meccaniche, e permette di risparmiare sulla manodopera nel corso del tempo, in quanto non ha bisogno di ulteriori trattamenti in superficie.

Ma vediamo adesso alcune applicazioni di questo materiale.

Arredi da giardino

Come dicevamo, il Corten non teme l’esposizione alle intemperie. E’ proprio per questo motivo che viene spesso adoperato per gli arredi da giardino: tavolini, panchine, sedie, gazebo, paletti della luce, etc.

Coperture

Viene impiegato efficacemente anche come copertura di casette in legno, o come riparo per delle rimesse.

Arredo interno

Uno degli stili di arredamento che ha fatto del Corten un punto di forza è lo stile industrial. In un’ambiente industrial il Corten trova largo spazio: tavoli, biblioteche, lampadari, rivestimenti, cornici… non c’è limite agli accessori dal colorito rossiccio che potremo trovare in commercio.

Pergolati

Per i motivi menzionati in precedenza, realizzare un pergolato in acciaio Corten è una scelta non solamente esclusiva dal punto di vista estetico ma anche intelligente per quanto riguarda la sua funzionalità ed ampia resistenza.

Cancelli, ringhiere e ponti

Ancora una volta troviamo il Corten come materiale più indicato per questi utilizzi. Si eviteranno così i normali lavori periodici di manutenzione.

Il nome stesso del materiale ci ricorda quali sono le sue principali caratteristiche. Corten deriva di fatto dalle parole Corrosion resistant (resistente alla corrosione) e Tensil strenght (forza meccanica). In questo articolo abbiamo visto quali sono le sue applicazioni in ambito domestico, ma non è raro vederlo impiegato anche per realizzare strutture pubbliche di una certa rilevanza. Ne sono un esempio i ponti stradali o i binari delle ferrovie.

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Cosa visitare nelle vicinanze di Gallipoli

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Gallipoli: la regina dell’estate

Gallipoli è una meta che continua ad attirare turismo di ogni età. Senza dubbio il suo mare incantevole rimane l’attrazione principale. La vasta offerta di strutture ricettive per famiglie ma anche la presenza di diversi locali serali e notturni la rendono una delle regine dell’estate.

Nel periodo clou, quello dei mesi di Luglio ed Agosto, potrebbe essere particolarmente difficile trovare una location libera. Su lupiaevacanze potremo trovare un ampio ventaglio di scelta tra case vacanza, residence e masserie di lusso dove soggiornare. Ma andiamo a vedere più da vicino cosa possiamo visitare nei pressi di Gallipoli.

Gallipoli: centro storico e spiaggia

Partendo dalla città stessa. Il suo centro storico è collegato alla parte moderna da una striscia di terra. All’ingresso potremo approfittare per gustare delle gustose crudité di mare o del pesce alla griglia propostoci dalle pescherie locali.

Le stradine del centro storico di Gallipoli, sempre illuminate, sono piene di locali e di negozi di souvenirs. Per non parlare delle strutture di interesse storico ed architettonico di cui la città è piena. Una su tutte, la Basilica di Sant’Agata Vergine, il Duomo di Gallipoli, con la sua facciata interamente realizzata in carparo e ricca di dettagli estremamente elaborati tipici del barocco leccese.

La spiaggia più bella di Gallipoli è Baia verde, che prende il nome dai riflessi verde smeraldo dell’acqua nelle giornate migliori.

Punta Pizzo e Torre Suda

Poco più a Sud di Gallipoli troviamo la riserva naturale di Punta Pizzo e la Punta della Suina, una piccola baia con ristorante sul mare. Fare il bagno in questo posto ci darà la sensazione di essere immersi in un’immensa piscina avvolta dalla natura!

La spiaggia di Torre Suda è composta per lo più da ciottoli e scogli piatti che degradano nel mare. E’ il posto perfetto per gli amanti dello snorkeling visto il gran numero di pesci che accorrono per trovare riparo e nutrimento.

Padula Bianca

A Nord di Gallipoli troviamo invece una delle spiagge più comode per le famiglie. La zona è conosciuta come Padula Bianca. Un litorale molto bello dove si alternano in maniera equilibrata lidi e spiaggia libera. Uno dei pregi del posto è la presenza di una pineta alta molto vicina al mare che ci consentirà di trascorrere l’intera giornata senza soccombere per il caldo e senza correre il rischio di prendere un’insolazione.

Santa Maria al Bagno e Santa Caterina

Proseguendo ancora verso nord arriviamo a lido conchiglie, una località marina che dà inizio ad un tratto di costa rocciosa. Molto suggestive sono le quattro colonne, a Santa Maria al bagno, che si stagliano sulla costa e che sono sede di eventi e ricevimenti.

Santa Maria al Bagno e Santa Caterina sono due delle marine di Nardò. Si tratta di due piccoli scrigni sulla costa rocciosa. Santa Maria al Bagno in particolare ha una piazza molto suggestiva con l’accesso ad una spiaggetta di sabbia e mare turchese. Si tratta di una spiaggia molto piccola che non ci sentiamo di consigliare nel periodo clou della stagione estiva, data l’eccessiva affluenza di persone.

 

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Consigli per godersi una vacanza in Salento con i bambini

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Cosa considerare prima di andare in vacanza con dei bambini

Andare in vacanza al mare per i bambini può essere un’esperienza piacevole, ma anche piuttosto stancante, soprattutto se non si tiene conto di alcuni fattori.

Il Salento, in particolare, è una destinazione spesso scelta anche dalle famiglie per bambini. La zona è piena di strutture ricettive perfette per ospitare tutta la famiglia. In questa guida menzioneremo alcuni utili consigli per chi si reca in vacanza in Salento con i propri bambini, in modo che l’esperienza risulti piacevole per tutti i componenti della famiglia.

Scegliere la spiaggia giusta

Il litorale salentino alterna tratti rocciosi ad altri di sabbia bianca finissima. Benché le spiagge con scogliera abbiano la bellezza ed il loro fascino, si rivelano poco sicure per i bambini. Tra le spiagge con le distese di sabbia più comode vi sono quelle di Punta Prosciutto, Marina di Pescoluse o quelle nei pressi dei Laghi Alimini. Un’altra discriminante di cui tener conto sono le pinete sulle spiagge. Scegliere una spiaggia con pineta vorrà dire poter giocare o riposare tranquillamente senza rischiare di prendere un’insolazione.

Scegliere la location giusta

Suggeriamo di non prenotare in una zona troppo lontana dal mare per ridurre lo stress per raggiungere la spiaggia. Specialmente chi ha una famiglia sa quanto possa essere pesante trasportare tutto il necessario per una giornata al mare, tra cui: tavolo, sedie, giocattoli per i bimbi, borsa frigo, canottino… Potremo affittare una casa a Torre Lapillo sul mare.  Qui il mare si distingue anche per il fondale molto basso, cosa che ci consente di tenere meglio sotto controllo i nostri piccoli.

Andare nel periodo migliore

Il periodo clou è quello che va dalla seconda metà di Luglio fino alla fine di Agosto. In questi mesi le spiagge sono estremamente affollate, e diventa una sfida anche solamente trovare un posto libero sulla spiaggia o trovare parcheggio per l’auto.

Questi sono solamente alcuni motivi che spingono molti a scegliere dei mesi meno gettonati, come quelli di Giugno o di Settembre. Di solito a Settembre, e non di rado anche ad Ottobre, la temperatura è ancora abbastanza calda, superiore ai 25 gradi, consentendo alle persone di recarsi al mare senza problemi particolari. In più l’acqua sarà ancora più limpida e pulita di quella che troveremmo ad Agosto.

Svolgere le attività giuste

Possiamo rendere questa vacanza davvero indimenticabile per i più piccoli regalandogli delle esperienze che difficilmente dimenticheranno. Potremo portarli a fare un’escursione a cavallo. Sappiamo anche quanto i bimbi amino le giostre. Ci sono tante località sul mare che allestiscono le giostre per i bambini, dove potranno divertirsi e consumare parte della loro energia.

Potremo anche trascorrere una giornata allo zoo di Fasano, oppure presso un parco acquatico come lo Splash, vicino Gallipoli.

Come abbiamo visto, con qualche piccolo accorgimento, la vacanza al mare con i più piccoli sarà una bellissima esperienza per tutti.

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