Calcio: i risultati e le partite della Serie B

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La Sudtirol, Como, Cosenza, Ternana e Perugia escono da una sfida vincente mentre gli avversari subiscono in pieno il k.o. Solo due pareggi quelle delle partite Pisa-Genoa e Venezia-Cittadella, che vediamo come si svolgono.

La partita Ternana-Modena

Appena ha inizio la sfida la Ternana non perde tempo a mettere in rete il primo gol grazie al giocatore Luca Ghiringhelli su cross di Niccolò Corrado. Poi si vede arrivare Diego Falcinelli che tenta di mettere in difficoltà la difesa avversaria ma senza concludere nulla, mentre Andrea Favilli invece mette il gol con il colpo di testa. Nel primo tempo la Ternana è in vantaggio con 2-0, ci riprova di nuovo Luca Ghiringhelli ma il gol viene annullato per fuorigioco. Al 23’ Anche Andrea Favilli sfiora il gol, cerca di mettere a segno in porta ma viene parata in tempo la palla. Il Modena non ci sta e ci prova con il calciatore Luca Strizzolo ma il pallone finisce fuori campo. In seguito c’è il rigore per via del fallo di Luca Magnino che viene spinto a terra da Luca Ghiringhelli. Dal dischetto parte Diego Falcinelli che segna e insacca in rete la palla, in un secondo tempo arriva anche Francesco Di Tacchio ma il difensore avversario è bravo a parare. Tutto il resto poco conta, la Ternana dunque vince la partita con un risultato di 2-1.

La partita Genoa-Pisa

Una sfida che inizia con un Genoa che attacca l’avversario con il giocatore Pietro Ferraris che però non conclude. Qualche minuto di gioco e si vede Massimo Coda che riesce a respingere il tiro di Nicolas che va a finire a colpire la mano di Ferenc Puscas dove in seguito l’arbitro Manuel Volpi è costretto a bloccare l’azione. Verso la fine del primo tempo si vede Adrian Rus e Silvan Hefti che fanno un bel passaggio di tiro ma senza concludere. In seguito ecco il giocatore Olimpiu Morutan che con un calcio di punizione tenta di far qualcosa ma nulla, qualche minuto di gioco e lo stesso   Olimpiu Morutan segna il gol che però viene annullato per fuorigioco. Si vede il calciatore Razvan Marin che si mette a protestare contro l’arbitro Manuel Volpi per un fallo e così gli viene assegnato il secondo cartellino giallo. Il Genoa Rsquo; ci prova con Mattia Aramu che con un potente calcio manda la palla di lato. Si arriva alla finale e la sfida termina con un risultato di 0-0, il Genoa rimane a quota 40 mentre la squadra del Pisa è all’ottavo posto in classifica con 31 punti.

La partita Bari-Perugia

La partita inizia con il giocatore Aleandro Rosi che parte subito con un colpo di testa ma Elia Caprile riesce ad evitare il gol . Qualche minuto di gioco in campo e si vede anche arrivare Nicola Bellomo che tenta di far qualcosa ma non conclude. Anche il secondo tempo non ha molto da raccontare, solo intorno al 50 rsquo; minuto della sfida Marco Olivieri ci prova, servito da Tiago Casasola, ma Elia Caprile è bravo a togliere la palla. Poi si vede anche l’arrivo di Samuel Di Carmine che riesce a prendersi la palla, servire il suo compagno e calciare ma   non conclude nessuna rete. La squadra del Bari ci prova con Michael   Folorunsho ma nulla, ma tenta con il giocatore Giuseppe Di Serio su cross di Tiago Casasola e insacca la rete. La partita tra il Bari ed il Perugia finisce con 2-0 e la vittoria per gli umbri.

La partita Sudtirol-Reggina

Una partita che comincia con la Reggina che attacca l’avversario con il calciatore  Hernani, poi arriva anche Jeremy Menez dove la palla finisce sulla traversa. Qualche minuto e si vedono Riccardo Gagliolo ed Edoardo Pierozzi ma anche qui ancora nessuna rete in vista. Nel frattempo nessuno segna, ma poi Matteo Rover con Raphael Odogwu in area riescono a creare l’occasione e segnare il gol. A quel punto Jeremy Menez tira la palla che va a finire dritto in porta e si pareggia. Nella ripresa minuti che non si concludono, ma solo al 53, ecco che arriva anche Luigi Canotto che sfiora il raddoppio che il giocatore Alessandro Celli riesce a bloccare, ci prova anche Rigoberto Rivas segna, ma gol, ma è fuorigioco. La sfida finisce con 2-0 e la vittoria della Sudtirol.

La partita Brescia-Como

La partita comincia con molto ritmo dove il giocatore Patrick Cutrone segna con un colpo di  testa su cross di Luca Vignali ma viene annullato per fuorigioco. Il primo tempo è pieno di duelli, fino al 32’ dove si vede Ricardo Rodriguez che mette la rete. In seguito arriva Vittorio Parigini che lancia la palla fuori, ma Patrick Cutrone atterra Massimiliano Mangraviti e l’arbitro consegna il cartellino rosso. Verso la fine della partita ci prova Daniele Baselli che segna il gol, ci riprova ma Lorenzo Andrenacci riesce a bloccarlo in tempo sul raddoppio. Un altro cartellino rosso per il giocatore Andrea Papetti che viene ammonito per un fallo ma la sfida finisce con 1-0 e la vittoria per la squadra del Como.

La partita Cosenza-Parma

La sfida inizia subito con l’attacco del giocatore Alessandro Florenzi che segna grazie ad un passaggio di palla da parte di Manuel Marras. Poi ci provano anche i giocatori Cristian Ansaldi e Roberto Inglese, ma si finisce per fuorigioco. Ma Roberto IngleseAdrian  Benedyczak che tentano di fare qualcosa ma non si conclude. In seguito Manuel Marras cerca di fare un gol, ma la palla finisce in alto, poi c’è anche Franco Vazquez, ma Alessandro Micai riesce ad evitare il gol. Sempre nel momento in cui si duella, Lautaro Valenti per poco non fa l’autogol su cross di Ludovico D’Orazio quindi nulla. Nel frattempo Alessandro Cortinovis si becca il cartellino giallo e dopo qualche minuto un’ammonizione, dunque viene anche espulso. Infine ci riprova Franco Vazquez ma la partita finisce con il 1-0 e la vittoria del Cosenza. Su https://22bet.reviews/ possiamo scegliere diverti tipi di giochi online in lingua italiana, infatti se accedi alla piattaforma potrai avere tutte le informazioni utili per ottenere anche le offerte dei bookmakers, bonus e ricchi premi.

La partita Venezia-Cittadella

Una gara che si apre con l’attacco di Joel Pohjanpalo che con un colpo di testa tenta di far qualcosa ma nulla. Poi si vede arrivare Federico Giraudo che tocca Mato Jajalo, dunque è rigore. Dal dischetto parte Joel Pohjanpalo che non esita a mettere il gol, passa qualche minuto e arriva un altro rigore a causa del tocco di Luca Ceppitelli su Mirko Antonucci, ma il portiere del Cittadella para e la palla colpisce la traversa. Verso la fine della sfida, la squadra del Venezia subisce l’espulsione di Ridgeciano Haps entrato da qualche secondo in campo da gioco colpisce che poi becca il cartellino rosso, ma la partita finisce con il pareggio di 1-1. Per sapere quali sono le immagini e le foto della storia del calcio che hanno segnato un epoca, vai su questo link. 

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Calcio: gli scontri tra Milan e Inter

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Nel derby della partita Milan- Inter, è successo di tutto e di più, degli scontri, fumogeni e addirittura colpi. Per maggiori informazioni e le news riguardo il derby Milan-Inter, si può cliccare su mrxbet.me  Infatti, lo scontro verbale tra Zlatan Ibrahimovic e Rumelo Lukaku, è nato dopo l’arrivo di Romagnoli sull’attaccante belga, il quale in seguito ha iniziato a prendersela rivolgendosi al difensore della squadra del Milan. Da qui, si è intromesso il calciatore Ibrahimovic, dato che tra lui e Lukaku non c’è mai stata alcuna simpatia. I due nei vecchi tempi, si sono ritrovati a giocare insieme nella stessa squadra del Manchester United.

Ibra e Lukaku

Ovviamente i due calciatori si sono sempre presi con antipatia, tanto che dopotutto anche l’anno passato, nella Coppa Italia c fu un diverbio con vari insulti. Oltre che all’accaduto del derby Mlan-Inter, c’è la novità di come traslocare senza stressarsi, dei consigli utili di come pianificare un trasloco, come contattare la ditta giusta e soprattutto come aiutarsi a risolversi in modo rapido e senza pensieri. Per sapere di più per evtare degli incovenenti si può accedere qui.  Tra l’altro, Zlatan Ibrahimovic quel giorno, con rabbia ha detto: ” Rivattene da tua madre. Vai pure a fare i tuoi vudù! “. A quel punto, di lì, Romelu Lukaku dopotutto ha risposto: ” Io ti prendo e ti sparo sulla testa”. Quando è accaduto ciò, nel secondo tempo, Ibra è stato espulso per aver commesso un fallo. Di qui, Ibra ha commentato così le sue parole: ” Quando qualcuno mi si avvicina con la testa, io poi lo metto al suo posto. Romuleo Lukaku pensa di essere un grande, ed io insieme a lui ho lasciato ancora un conto aperto”. Quindi questo vuol dire che tra i due grandi calciatori c’è una sfida che evidentemente non terminerà mai.

Anche Ibra e Materazzi non sono in sintonia

Oltretutto non solo Lukaku, ma pare che Ibrahimovic lancia tramite i social Instagram alcune frecciatine con Materazzi, commentanto alcuni post dove specifica  appunto: “Amici mai” Sinceramente da come si sa, Ibrahimovic e Materazzi, infatti sono anni che non riescono ad essere in sintonia. Materazzi, nel mese di Dicembre 2021pare ha risposto a un commento di Zlatan riguardo a delle fotografie  dove erano raffigurati i trofei che sono stati vinti nell’anno del 2010. Oltretutto, qui, il calciatore svedese aveva affermato che Materazzi appunto scriveva per fare del male, commentando così: ” Anno 2010-2011 il derby Inter-Milan  finito con 0-1, dove Ibrahimovic fa un rigore con su fallo del calciatore Materazzi. ” Inoltre ha specificato anche quello che ha detto :” Lo mando in ospedale con una una mossa di taekwondo. Logicamente, che quando Stankovic aveva chiesto il perché l’ho fatto, semplicemente, io gli avevo risposto che aspettavo da quattro anni questo momento per farlo!”. Tutto accadde nella partita tra Juventus e Inter, nell’anno del 2006, dove gli avevano chiesto giustamente, qual’era il suo miglior derby, e lì aveva risposto: “Nell’anno del 2005, lo Champions, con il fumogeno”. Ma anche nell’anno del 2004-20005, la partita dell’ Inter-Milan finì con 2-0con un  goal che poi venne annullato. Quel giorno, Dida, per raccogliere delle sue cose, fu colpito da un fumogeno alla spalla, infatti Stark aveva sospeso il gioco ma non accadde nessun infortunio.

La storia di Sani e Bicicli

Riguarda difatti circa sessant’anni fa, quando nel mese di Febbraio del 1962 la partita Milan-Inter terminò con 0-2. Qui, l’Inter aveva vinto, e quel giorno, il giocatore centrocampista Dino Sani, diede un colpo al naso di Mauro Bicicli e fu espulso da Adami che all’epoca ne era l’arbitro. Erano nate delle liti in panchina, diverbi, ma alla fine in poco tempo si era sistemato tutto e  quei giocatori dell’epoca Sani e Bicicli si strinsero la mano semplicemente tornando amici e scusandosi.

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Calcio, Milan: il calciatore portoghese, Rafael Leao è in forte calo

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Rispetto alla scorsa stagione, andando a guardare i risultati del calciatore del Milan, Rafael Leao si sta dimostrando in forte calo. Il giovane portoghese barcolla, ma qualè il suo problema? Per ottenere promozioni, pronostici e vantaggiose offerte, visitando la sezione in italiano, di 22bets.info possiamo scegliere tra diversi bonus e scommesse dove troverai anche le migliori statistiche consigliate dai bookmakers.

Un Milan decadente

La squadra del Diavolo sappiamo bene che ha iniziato una stagione proprio orrenda, con poche vittorie e addirittura adesso si trova ad attraversare una piena crisi. Ma il problema di Stefano Pioli quale sarà? Da come sembra, l’uomo dei gol Olivier Giroud è stanco dal Mondiale ma attivo, però segna poco, infortuni e assenze, ma per non bastare ci si mette anche il giocatore portoghese che risulta proprio aver fatto un calo allucinante. Nonostante tutto, mister Pioli perde la fiducia e si deprime davanti a tutto questo, da una parte ha anche le sue ragioni. Ma tutti sbagliano, ma bisogna pur ritrovare il punto giusto da cui ripartire per riportare il Milan a rimettersi in piedi dato il periodo nero che sta vivendo il club. Per avere informazioni utili sulle case antiterremoto, puoi andare a leggere in questa pagina per sapere se è meglio comprare o costruire una casa per una totale sicurezza.

Il calo di Rafael Leao

Lo scorso anno aveva giocato una bellissima stagione il calciatore portoghese, tanto che i suoi dati non erano poi così male. Ma l’avvio di questo nuovo anno anche per Rafael Leao non è positivo dato che ha fatto un calo impressionante. Adesso il crollo del Diavolo passa anche attraverso Rafael Leao, forse anche lui come Olivier Giroud stanco di aver giocato il Mondiale in Qatar. Un qualcosa che tuttavia ha ucciso il club del Milan soprattutto per la condizione fisica ed atletica dei calciatori. Rafael Leao, tornando un attimino indietro nel tempo, ha giocato 14 partite in campionato nella prima parte di stagione, mentre nella seconda parte appena 6, dunque se facciamo un confronto tra reti e assist si capisce fin da subito la differenza. Inoltre, il giovane portoghese, sembra aver totalizzato 6 gol con 3 passaggi vincenti, mentre adesso scende a 2 reti.

Poche soddisfazioni

Nelle partite sia contro la Salernitana che il Lecce, Rafael Leao ha fatto un solo assist e pochissimi tiri a partita, mentre prima del Mondiale, i suoi risultati erano di 3,6 conclusioni a partita mentre era in reparto offensivo, adesso invece il suo calo dimostra un risultato di 1,3 rispetto al 3,6.  Ma non solo, Rafael Leao, scende anche sui passaggi chiave mentre prima era l’1,6 oggi è l’1,2, poco anche riguardo l’efficacia del dribbling da 1,8 adesso 1,7. Insomma una discesa che regala poche soddisfazioni al Milan in questo momento molto delicato. Oltre che a questi risultati, scendono anche i numeri delle grandi occasioni che da 5 passano a 3 mentre quelle delle reti mancate da 5 ora sono passate a  2.

Si può recuperare

Ma nonostante tutto, volere è potere, ed il Milan è pur sempre capace di vincere grazie alla sua stella. Tutto dipende dalla collaborazione del gruppo e dal mister, quindi se si vuole risalire, il Diavolo può farlo benissimo, Stefano Pioli forse dovrebbe invogliare questi calciatori assenti e se prima della partenza per il Qatar Rafael Leao riusciva a giocare benissimo su tutta la fascia partendo da metà campo, perchè adesso gioca poco in centrocampo? C’è qualche domanda da porsi molto probabilmente. Forse anche mister Pioli cambia spesso formazione o comunque c’è una minore incisività è in zona gol? Può darsi che Rafael Leao sia troppo defilato? Il club, risollevare la squadra, comunque ha bisogno di compattarsi e mister Stefano Pioli deve trovare la soluzione giusta

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Il bilancio di Inter-Milan: provvedimenti e denunce

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Provvedimenti e punizioni anche per due tifosi milanisti cui erano state rubate le bandiere e hanno lasciato il loro settore

Un 47enne brianzolo, ha pensato di festeggiare la vittoria del derby invadendo il terreno di gioco durante il match di Inter-Milan: automatico il Daspo emesso dal Questore di Milano Giuseppe Petronzi nei suoi confronti; sarebbero in tutto sei i provvedimenti emessi a seguito di diversi episodi di intemperanze durante il derby. Un altro tifoso milanista, addetto al catering, è stato allontanato dagli stadi per avere anche lui invaso il terreno di gioco. Stai pensando di visitare il Salento? Ecco quali sono le mete imperdibili!

I tifosi che sono stati denunciati

Altri due sostenitori rossoneri, uno di 25 e l’altro di 50 anni, sono stati denunciati per essere scesi dal secondo settore blu per aggredire alcuni tifosi interisti dopo che due bandiere del Milan erano state prese dal sottostante settore nerazzurro; c’è stato invece un altro tifoso dell’Inter, che hanno individuato tra i responsabili della cattura della bandiera, un 21enne lodigiano, quest’ultimo denunciato per furto aggravato. E per concludere, un 37enne tifoso rossonero di Milano, è stato denunciato per violenza e resistenza a incaricato di pubblico ufficio dopo aver reagito con violenza ad uno steward.

I giocatori del Milan che hanno salvato Alessio, il ragazzo di Lodi che è stato denunciato: il suo era un semplice atto di protesta nei confronti del lavoro di precario come molti giovani

Il ragazzo lodigiano ha confessato poi di aver sbagliato: la sua voleva essere soltanto una protesta nei confronti del lavoro precario. Alessio Guidotti, sabato 5 febbraio ha invaso il campo quasi alla fine del derby di Inter-Milan, vinto dai rossoneri grazie ai due gol di Giroud. Un gesto esagerato, ma ha anche dichiarato che denuncerà i due steward. Nessuna bravata ma soltanto una protesta nei confronti del lavoro precario, piaga di molti giovani, e non solo. Sa di aver oltrepassato i limiti, ma anche di averlo fatto per una giusta causa. Era una protesta a nome di tutti i giovani che lavorano per pochi soldi e per contratti di breve durata. Alessio lavorava nel catering a San Siro come cameriere. Dopo aver ricevuto una provocazione da parte di un ragazzo mentre si stava distraendo a vedere i giocatori scendere in campo, ha deciso di reagire. Così ha invaso il campo, finché non è stato preso dagli steward, fermati poi dai giocatori che lo hanno salvato. I giocatori in questione erano Theo e Romagnoli. Hernandez è stato il primo ad accorrere e con le mani ha fatto segno di calmarsi agli steward, allontanandoli. Stessa cosa ha fatto poi Romagnoli. Molti tifosi hanno dichiarato che gli stewart andrebbero denunciati. Il ragazzo non voleva far male a nessuno.

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La storia sportiva della casa del Tridente: da Fangio alla Formula E

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Chi è Fangio?

Juan Manuel Fangio era un pilota automobilistico argentino (campione del mondo di Formula 1 nel 1951, 1954, 1955, 1956 e 1957).

Ha partecipato a 52 Gran Premi: ne ha vinti 24 salendo per 35 volte sul podio.

Era soprannominato El Chueco.

La storia della casa del Tridente

La storia del Tridente, inizia con dalla sua fondazione (1926) e prosegue con i nove successi negli anni ’50 con Fangio e Moss (è il pilota che ha vinto il maggior numero di Gran Premi: 16 ma non ha mai vinto il titolo mondiale) in Formula 1.

Fino al 2023 in cui sarà presente nel Mondiale automobilistico con un nuovo capitolo della sua vita.

Fangio e la Maserati 250F

L’arrivo, nel 2023, della Maserati in Formula E segna un nuovo momento nella storia sportiva della Tridente.

Tra l’altro, questa casa automobilistica, fra non molto, avrà 100 anni di esistenza sul mercato delle gare automobilistiche.

Infatti, fu nel 1926, che Ernesto e Alfieri Maserati, fondarono la scuderia Tridente partecipando alla gara “Targa Florio” con una Tipo 26 e vincendo subito.

Nel 1927, arrivarono anche le gare Grand Prix: molto presto arrivò anche la prima vittoria in assoluto a Tripoli con un’auto guidata da Ernesto Maserati.

L’arrivo in F1

Dopo il 1945, la Maserati, riprese a correre e, diventò per quasi 10 anni, insieme alla Ferrari ed all’Alfa Romeo, una delle auto di punta della Tridente.

Nel 195, nell’inaugurazione del Mondiale F1, una vettura pilotata da Birabongse Bhanuban (conosciuto come Prince Bira), ebbe l’ottavo posto nella classifica finale del campionato.

Dopo pochi anni, Juan Manuel Fangio, diventò il pilota di punta della casa automobilistica Tridente: conquistò 7 vittorie ed il titolo mondiale piloti nel 1954 e nel 1957.

Tra i grandi piloti che hanno gareggiato con la Maserati ci sono: Stirling Moss (due vittorie), Jean Behra, Luigi Musso, Froilan Gonzalez, Harry Schell, e Onofre Marimon.

La prima donna del Tridente qualificata in F1

La prima donna della storia della Tridente è stata Maria Teresa de Filippis che era al volante di una 250F e con cui si qualificò anche in un GP di Formula.

Maria Teresa de Filippis (nata a Napoli nel 1923: soprannominata “Pilotino”), iniziò questa carriera per una scommessa con i fratelli che le fece vincere una gara di 10 km tra Salerno e Cava dei Tirreni al volante di una Fiat 500 “Topolino”.

 

Continuò la sua carriera nel mondo automobilistico facendosi conoscere nel Campionato italiano riservato alle vetture turismo ma, perdendo il titolo a causa di un incidente in Sardegna, nel quale perse l’udito all’orecchio destro.

Arrivò in Formula1 grazie a Frangio, che le diede la possibilità di farle guidare la sua Maserati 250F, monoposto con cui egli conquistò il Mondiale del 1957.

Partecipò per la prima volta al Gran Premio di Monaco 1958 ma non riuscì a prendere parte alla gara: invece ci riuscì in Belgio passando le qualifiche andando a piazzarsi come miglior pilota in Formula 1.

Grandi sportivi ma, sicuramente, non sono solo loro i “grandi” sportivi ma anche quelli che fanno bella mostra sui social: per saperne di più vai su questo sito e li troverai: https://www.n9ve.it/2018/10/31/gli-sportivi-italiani-piu-seguiti-sui-social/.

Il traguardo dei 100 anni

La Maserati si rifà in un complesso agonistico nuovo in cui la concorrenza delle altre case automobilistiche sarà agguerrita ma i capi della Stellantis sono convinti che il progetto “Gen3” è ottimo ed andrà avanti.

Dopo, oltre 50 anni, la Tridente, ornerà a correre e, per la prima volta farà gareggiare un’auto elettrica.

Questo fa capire che, l’Italia, sta avendo un maggiore interesse per la Formula E.

Arrivare al traguardo dei 100 anni per la Formula 1 è stata una grande scommessa: come quella che avviene anche qui https://www.casinoaams.eu/.

Ma se volete avere anche delle novità e offerte su internet potete leggere questo articolo

 

 

 

 

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Farsi la barba senza irritazioni

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Ecco alcuni consigli utili

Ogni tanto torna di moda la barba. Ci sono giovani e meno giovani che sfoggiano una barba folta, ben curata, o corta, oppure appena accennata. Ci sono visi in cui la barba risalta maggiormente gli occhi, in altri trasforma i tratti e sembra quasi di rivedere nobili personaggi del passato. Quando però l’uomo decide di togliere del tutto la barba, capita che allo specchio si veda ringiovanito, e decide di prendersi cura della pelle che non era stata scoperta da molto tempo.

I negozi moderni da barbiere

Ci sono anche alcuni casi dove già la crescita dei peli di pochi giorni fa innervorsire e quindi via di lametta e rasoio elettrico per togliere tutto. Recarsi presso le antiche barberie, con arredi d’epoca e stampe alle pareti, è comunque una bella esperienza, ma sono piuttosto rare. Maggiormente diffusi sono i negozi moderni da barbiere, che rappresentano un’ottima soluzione per una sistemata sia al viso che ai capelli. Se volete vendere un immobile, vi potrà interessare questo articolo che spiega l’importanza dell’home staging.

Imparare da soli a farsi la barba

Non ci si può recare dal barbiere ogni giorno di certo. Quindi è meglio imparare fin da giovani a farsi la barba da soli. Un bel taglio di capelli rende più sicuro l’uomo, stessa cosa mostrare una pelle liscia e senza irritazioni. Per ottenere un buon risultato ci sono alcuni consigli utili da seguire. Prima di tutto occorre curare la pelle del viso ogni giorno, e non soltanto al momento della rasatura. Importante è scegliere bene i prodotti utilizzati per farsi la barba, specialmente rasoi e schiuma o gel. Ultimo consiglio ma non meno importante, ricordarsi di curare il post rasatura.

L’importanza della detersione e dello scrub

Entrando nei dettagli, una buona abitudine è quella della detersione con prodotti non aggressivi. Una volta alla settimana utilizzare uno scrub per il viso. In questo modo si effettuerà una pulizia più profonda che aiuterà ad eliminare le cellule morte che andranno a imprigionarsi nelle lame del raoio. Farsi la barba con un viso pulito farà scorrere meglio le lamette.

A proposito di barba, qui troverai alcuni consigli per come portare e curare la barba incolta nel 2022

È meglio la schiuma da barba o il gel?

È bene lavare accuratamente gli strumenti utilizzati per la rasatura e cambiarli dopo qualche giorno. Riguardo la schiuma si può ottenere con un buon sapone da passare con il pennello in modo classico, oppure tramite bombolette spray. Per idratare meglio la pelle sembra essere maggiormente efficace il gel. La scelta è comunque soggettiva. 

Il post rasatura

Un metodo molto usato dopo la rasatura è quello di appoggiare un asciugamano umido sul viso. L’acqua deve essere fredda e l’asciugamano, ben strizzato, andrà tamponato o tenuto sulla pelle: in questo modo si faciliterà la chiusura dei pori. Dopo questo passaggio, sarà utile massaggiare il viso con una crema o con un gel post rasatura per rinfrescare e prevenire le irritazioni, ma non solo. Con i prodotti giusti anche gli arrossamenti e le rughe.

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Nkunku, Leao e il rigore in Como-Milan: episodio controverso analizzato

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Durante la sfida tra lariani e rossoneri si è verificato un episodio che ha generato ampie discussioni tra addetti ai lavori e tifosi. Al centro della polemica c’è un contatto in area di rigore che ha coinvolto diversi protagonisti della partita creando dubbi sull’interpretazione arbitrale della dinamica. Le immagini televisive hanno mostrato una sequenza complessa dove risulta difficile stabilire con certezza assoluta la correttezza delle decisioni prese dal direttore di gara chiamato a giudicare in pochi secondi una situazione intricata che meritava probabilmente un’analisi più approfondita attraverso l’ausilio della tecnologia VAR disponibile proprio per questi casi controversi.

La dinamica dell’azione contestata

L’episodio si è sviluppato nella prima frazione di gioco quando Rafael Leao è entrato in area di rigore del Como conducendo palla verso la porta avversaria. Il portoghese ha cercato di superare un difensore con uno dei suoi tipici scatti improvvisi che sfruttano la velocità bruciante dell’esterno milanista, ma durante il movimento si è verificato un contatto fisico che ha fatto finire a terra l’attaccante rossonero il quale ha immediatamente richiamato l’attenzione arbitrale alzando il braccio e protestando per quella che riteneva essere un’irregolarità evidente commessa dall’avversario nelle fasi conclusive dell’azione offensiva sviluppata dalla sua squadra.

Secondo le ricostruzioni il difensore del Como avrebbe toccato Leao in corsa impedendogli di proseguire l’azione verso la conclusione a rete. L’arbitro inizialmente ha lasciato proseguire il gioco non ravvisando elementi sufficienti per decretare il penalty, tuttavia il VAR è intervenuto richiamando il direttore di gara al monitor laterale per verificare personalmente la dinamica del contatto e valutare se effettivamente ci fossero gli estremi per assegnare il calcio di rigore alla formazione ospite come richiesto insistentemente dai giocatori milanisti convinti della legittimità della loro protesta basata su quanto accaduto in campo.

Il ruolo di Nkunku nella vicenda

Curiosamente nella discussione successiva è emerso anche il nome di Christopher Nkunku giocatore del Chelsea che ovviamente non era presente sul terreno di gioco durante Como-Milan. Il riferimento è nato probabilmente da un equivoco o da confronti con episodi simili verificatisi in altre partite europee, dove dinamiche analoghe hanno generato decisioni arbitrali differenti creando confusione tra gli spettatori che seguono diverse competizioni contemporaneamente e tendono a paragonare situazioni non direttamente correlate tra loro ma apparentemente simili dal punto di vista della casistica generale applicabile.

La menzione del francese ha alimentato ulteriore dibattito sui social network dove i tifosi hanno iniziato a paragonare vari episodi dubbi della giornata calcistica europea. Questi confronti spontanei dimostrano come il pubblico stia diventando sempre più attento alle decisioni arbitrali pretendendo uniformità di giudizio tra campionati diversi, anche se regolamenti e interpretazioni possono variare leggermente da una federazione all’altra complicando ulteriormente la standardizzazione assoluta delle decisioni in situazioni limite che richiedono valutazioni soggettive impossibili da codificare completamente.

La decisione finale dell’arbitro

Dopo aver rivisto le immagini al monitor il direttore di gara ha confermato la sua decisione iniziale non concedendo il rigore richiesto dal Milan. La valutazione ha considerato che il contatto fosse troppo leggero per giustificare un penalty oppure che Leao avesse cercato il contatto per provocare la sanzione, mentre secondo l’interpretazione arbitrale mancavano gli elementi necessari per punire l’azione difensiva del giocatore del Como considerata corretta o comunque non abbastanza fallosa da meritare il massimo provvedimento disciplinare previsto dal regolamento nelle aree di rigore dove tradizionalmente si tende ad essere più rigorosi nelle valutazioni. Per chi cerca alternative di intrattenimento certificate e sicure, piattaforme come https://www.tikitaka-italia.com/ offrono esperienze professionali nel settore del gaming online regolamentato.

La scelta ha ovviamente scatenato le proteste dei giocatori milanisti e di Paulo Fonseca che dalla panchina ha manifestato il proprio dissenso rispetto alla decisione presa. Il tecnico portoghese riteneva evidente la trattenuta subita dal suo attaccante e considerava legittima l’assegnazione del penalty che avrebbe potuto cambiare l’andamento della partita permettendo ai rossoneri di sbloccare il risultato molto prima rispetto a quanto effettivamente accaduto durante lo svolgimento regolare dell’incontro concluso comunque con la vittoria degli ospiti.

Le reazioni nel mondo del calcio

L’episodio ha riacceso il dibattito sull’utilizzo della tecnologia VAR e sulla sua effettiva capacità di eliminare errori arbitrali. Alcuni osservatori sostengono che il sistema funzioni correttamente permettendo di correggere sviste macroscopiche, mentre altri ritengono che introduca ulteriore confusione lasciando margini interpretativi troppo ampi che finiscono per generare polemiche identiche a quelle esistenti prima dell’introduzione dello strumento tecnologico pensato proprio per ridurre le contestazioni sulle decisioni prese dai direttori di gara durante le partite ufficiali.

Gli esperti hanno analizzato l’azione da diverse angolazioni fornendo pareri contrastanti sulla correttezza della decisione finale. Alcuni ritengono giusta la scelta arbitrale mentre altri avrebbero assegnato il rigore, dimostrando come situazioni al limite rimangano sempre soggette a interpretazioni personali nonostante la disponibilità di replay rallentati e molteplici prospettive visive che dovrebbero teoricamente facilitare giudizi oggettivi unanimi eliminando dubbi residui dalle valutazioni degli episodi controversi che continuano comunque a caratterizzare ogni giornata di campionato. Chi vuole approfondire il tema dei valori economici nel calcio moderno può consultare analisi sui calciatori più ricercati e quotati nel mercato internazionale per comprendere le dinamiche finanziarie che muovono il pallone contemporaneo.

La vicenda si inserisce in un contesto più ampio di discussione sul futuro dell’arbitraggio calcistico e sulle possibili evoluzioni tecnologiche future. Molti auspicano una maggiore trasparenza nelle comunicazioni tra sala VAR e arbitro in campo, mentre altri propongono di rendere pubblici gli audio delle conversazioni per permettere a tifosi e addetti ai lavori di comprendere meglio i processi decisionali che portano a determinate scelte influenzando l’esito finale delle partite e conseguentemente le classifiche delle varie competizioni nazionali e internazionali disputate.

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Como-Milan: i rossoneri espugnano lo stadio lariano e mantengono il passo

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La trasferta sul lago si conclude positivamente per la formazione guidata da Paulo Fonseca che porta a casa tre punti fondamentali nella corsa alle posizioni di vertice della classifica. I rossoneri hanno dovuto faticare contro un Como organizzato e coraggioso che ha provato a mettere in difficoltà gli ospiti con un calcio propositivo, ma alla fine la maggiore qualità tecnica individuale ha fatto la differenza permettendo al Diavolo di sbloccare una gara complicata e portarla a termine con il risultato desiderato nonostante momenti di sofferenza che hanno tenuto i tifosi con il fiato sospeso fino al triplice fischio finale dell’arbitro.

Primo tempo equilibrato con poche emozioni

L’avvio della partita ha visto entrambe le squadre studiarsi attentamente senza sbilanciarsi eccessivamente in fase offensiva. Il Como ha dimostrato personalità occupando bene gli spazi e cercando di costruire manovre dal basso seguendo i dettami di Fabregas, mentre il Milan ha controllato il possesso palla senza però creare occasioni davvero pericolose nei primi venti minuti di gioco. La formazione di casa ha sorpreso per l’aggressività mostrata nel pressing alto cercando di recuperare palloni nella metà campo avversaria, costringendo i rossoneri a giocare spesso palle lunghe saltando le linee di pressione organizzate dai padroni di casa con grande disciplina tattica.

Con il passare dei minuti il Milan ha iniziato ad alzare il baricentro trovando maggiori spazi tra le linee grazie alla qualità dei trequartisti. Rafael Leao ha provato a sfruttare la velocità sulla fascia sinistra creando superiorità numerica, mentre dall’altra parte Christian Pulisic cercava di rendersi pericoloso con inserimenti centrali coordinati con i movimenti delle punte, tuttavia la retroguardia lariana ha retto l’urto respingendo gli attacchi avversari e mantenendo inviolata la propria porta fino all’intervallo quando le squadre sono rientrate negli spogliatoi sullo zero a zero con entrambi gli allenatori pronti ad aggiustare le proprie strategie.

La ripresa cambia volto alla partita

Il secondo tempo è iniziato con un Milan decisamente più aggressivo e determinato a sbloccare il risultato. Fonseca ha chiesto ai suoi giocatori di alzare ulteriormente il ritmo e di attaccare con maggiore convinzione la profondità, infatti nei primi dieci minuti della ripresa i rossoneri hanno creato tre occasioni nitide per passare in vantaggio sfiorando il gol con conclusioni che hanno messo a dura prova i riflessi del portiere avversario salvato anche dalla traversa in una circostanza particolarmente favorevole per gli ospiti.

Il gol del vantaggio è arrivato al minuto sessantadue quando un’azione corale ha premiato la pazienza milanista. Una combinazione rapida sulla trequarti ha liberato al tiro il centrocampista che con un destro preciso ha trafitto l’estremo difensore lariano portando avanti i suoi, scatenando l’esultanza della panchina rossonera consapevole dell’importanza di quella rete in una partita complicata dove il Como aveva dimostrato di poter creare problemi seri agli avversari tecnicamente superiori ma non irraggiungibili come dimostrato dall’andamento dell’incontro. Chi cerca piattaforme affidabili nel panorama dell’intrattenimento sportivo digitale può per trovare le migliori offerte di 1xbit clicca qui e scoprire le opportunità disponibili nel settore del gaming online.

Il Como reagisce ma non basta

Sotto nel punteggio la formazione di Fabregas ha tentato il tutto per tutto riversandosi in avanti alla ricerca del pareggio. I cambi effettuati dal tecnico spagnolo hanno portato maggiore freschezza fisica e vivacità offensiva creando qualche grattacapo alla difesa milanista chiamata a stringere i denti, mentre il pubblico dello stadio lariano ha spinto i propri beniamini cercando di trascinare la squadra verso una rete che avrebbe riaperto completamente i giochi negli ultimi venti minuti rimanenti.

Il Milan ha risposto con ordine e compattezza difensiva concedendo poco agli avversari e ripartendo in contropiede in diverse occasioni. La gestione del vantaggio è stata matura e consapevole con i giocatori esperti che hanno rallentato il ritmo nei momenti opportuni facendo scorrere i minuti sul cronometro, infatti Fonseca ha inserito forze fresche per mantenere alta l’intensità e chiudere tutti gli spazi agli attacchi disperati del Como che ha provato fino all’ultimo secondo a pareggiare senza però riuscire a impensierire seriamente il portiere avversario ben protetto dai compagni di reparto.

Analisi finale e prospettive

La vittoria permette al Milan di consolidare la propria posizione in zona Champions League mantenendo il passo delle concorrenti dirette. La prestazione non è stata brillantissima dal punto di vista del gioco espresso, ma l’aspetto mentale e la capacità di portare a casa il risultato in una trasferta insidiosa rappresentano segnali positivi per la crescita della squadra che sta acquisendo quella maturità necessaria per competere ai massimi livelli lungo tutta la stagione senza cedimenti improvvisi.

Il Como esce sconfitto ma a testa alta avendo dimostrato di poter competere contro una delle formazioni più forti del campionato. Fabregas può essere soddisfatto dell’atteggiamento mostrato dai suoi ragazzi che hanno seguito fedelmente le indicazioni tattiche creando difficoltà agli avversari, mentre la crescita della squadra appare evidente settimana dopo settimana con prestazioni che lasciano ben sperare per il prosieguo della stagione in ottica salvezza. Chi desidera approfondire la storia visiva del calcio può consultare immagini iconiche che hanno immortalato momenti indimenticabili della storia calcistica rivivendo emozioni che hanno segnato intere generazioni di appassionati in tutto il mondo.

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Nba: Bulls scatenati, asfaltata Detroit, Phonenix fatica a Toronto

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DeRozan trascina Chicago. Trionfano Washington, New Orleans e Clippers

I Suns pongono fine ai successi consecutivi dei Raptors, mentre i Bulls dominano i Pistons e i Wizards privi dei Beal superano i Thunder.

Fine delle vittorie per i Raptors

Dopo sei vittorie consecutive, i Raptors cedono ai Suns. Anche se con troppi turnover, Phoenix riesce ad avere la meglio su Toronto grazie anche a Chris Paul. Booker ha reso la squadra ospite protagonista grazie al canestro dalla media distanza. I liberi nel finale di Ayton sigillano poi definitivamente il successo per la compagine dell’Arizona. La gara si chiude con: Toronto con Anunoby 25, Siakam 22, VanVleet 21. Rimbalzi: Boucher 16. Assist: Siakam 7. Phoenix con: Crowder 19, Ayton, Booker 16. Rimbalzi: Ayton 9. Assist: Paul 12. State pensando di traslocare? Ecco alcune idee per pianificare un trasloco senza stress. 

I Bulls scatenati

Dominio totale per i Bulls. Dopo un primo tempo abbastanza discreto, partono a razzo nella ripresa, chiudendo il discorso già nelle battute finali durante il terzo quarto. Chicago segna i primi 17 punti della terza frazione, stendendo i malcapitati Pistons. DeRozan firma 20 punti, 12 rimbalzi e 7 assist. Con il rislutato ampiamente in ghiacciata, prende fiato in panchina per l’intero ultimo quarto. La partita si conclude in questo modo: Chicago con Vucevic 22, DeRozan 20, Ball 18. Rimbalzi: DeRozan 12. Assist: DeRozan, LaVine 7. Detroit con Jackson 16, Bey 14, Stewart 11. Rimbalzi: Cunningham, Diallo, Stewart 7. Assist: Hayes 5.

I Wizards senza Beal trionfano lo stesso

Anche senza Beal, ai box per via del protocollo Covid, i Wizards hanno comunque la meglio sui Thunders. Washington passa a condurre con la tripla tabella di Caldwell-Pope a trenta minuti dalla fine della gara, per chiudere poi il discorso con il libero di un Kuzma ancora una volta decisivo, con i suoi 29 punti. Un ottimo Dinwiddie, con 22 punti e 10 assist. La partita si chiude così: Washington con Kuzma 29, Dinwiddie 22, Caldwell-Pope 16. Rimbalzi: Harrel, Gafford 7. Assist: Dinwiddie 10. Oklahoma City: Alexander 32, Giddley 18, Dort 17. Rimbalzi: Bazley 9. Assist: Alexander 8.

Ingram trascina i compagni di squadra

Un finale pirotecnico quello che ha premiato i Pelicans, trascinati da un super Ingram, con 33 punti, riescono a stendere i Timberwolves. Minnesota pareggia i conti a tre secondi dalla sirena, il tutto grazie al canestro firmato da Russel. Ma la splendida tripla due secondi più tardi di Ingram porta al successo per i padroni di casa. La gara si conclude così: New Orleans con Ingram 33, Hart 21, Jones 12. Rimbalzi: Valanciunas 12. Assist: Alexander-Walker 6. Minnesota con Edwards 28, Towns 26, Russel, Beasley 18. Rimbalzi: Towns 8. Assist: Russel 10.

Ottima vittoria per i Clippers

Vittoria di carattere per i Clippers. Recuperano così un passivo di 25 punti, e dopo aver segnato solamente 28 punti durante il primo tempo, giocano una grande pallacanestro nella fase di ripresa. andando a superare i Nuggets. Denver, proprio sulla sirena, non trova il canestro del pareggio con un ottimo Gordon, con 30 punti e 12 rimbalzi, la cui conclusione regala così il successo alla squadra di casa. La gara si conclude così: Los Angeles Clippers con Coffey 18, Mann, Jackson 13. Rimbalzi: Ibaka 9. Assist: Bledsoe 9. Denver con: Gordon 30, Jokic 21, Green 12. Rimbalzi: Jokic 13. Assist: Jokic 8.

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Napoli sotto pressione: la sconfitta che complica lo scudetto

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Il Napoli esce dallo Stadium sconfitto e con il morale sotto i piedi, mentre la Juventus rilancia le proprie ambizioni per un posto nelle prime quattro posizioni. Il risultato, 3-0 per i bianconeri, evidenzia le difficoltà degli azzurri sia in difesa sia nel creare occasioni efficaci contro squadre di alto livello. Conte dovrà affrontare le critiche dei tifosi e della stampa, riflettendo su scelte tattiche e gestione della rosa.

In chiave classifica, il Napoli rimane in vetta, ma il vantaggio sulla Juve si assottiglia pericolosamente, aprendo una volata tra le prime squadre per la conquista dello scudetto. La partita ha dimostrato come determinazione, gestione e lucidità siano fattori imprescindibili per un cammino vincente, e come anche le migliori squadre possano crollare se non trovano equilibrio tra tecnica e strategia.

Nonostante l’approccio aggressivo iniziale e qualche occasione importante creata da Hojlund e Elmas, il Napoli ha pagato a caro prezzo una difesa poco attenta e la giornata no di Juan Jesus, autore di errori che hanno favorito i gol bianconeri. Gli azzurri hanno subito il contraccolpo psicologico dopo il vantaggio della Juventus, dimostrando una scarsa capacità di reagire sotto pressione. Anche le scelte di Conte, come l’esclusione di Lang e Olivera e la poca rotazione del gruppo, hanno alimentato le polemiche tra i tifosi, che sui social non hanno risparmiato critiche pesanti.

Conte nel mirino: gestione della rosa e scelte contestate

Antonio Conte ha affrontato una serata complicata sotto tutti i punti di vista. Gli infortuni hanno inevitabilmente penalizzato il Napoli, ma le critiche si concentrano soprattutto sulla gestione della rosa. Troppo affidamento a un gruppo ristretto di titolari ha ridotto la freschezza atletica e le alternative durante la partita. Anche i nuovi acquisti, come Giovane e Beukema, hanno avuto poco tempo per incidere, mentre il debutto di Lukaku nel finale non è riuscito a modificare le sorti del match.

Le scelte tattiche di Conte, come il posizionamento di Juan Jesus su David e Di Lorenzo su Yildiz, non hanno funzionato come previsto. L’ex Roma e Inter, simbolo di esperienza, ha commesso errori decisivi che hanno compromesso la difesa partenopea, sottolineando come anche la solidità tecnica non basti se manca la lucidità nei momenti chiave. Le polemiche non si sono fermate all’arbitro, con due rigori negati al Napoli al 39’ che hanno alimentato il dibattito: per Conte e i tifosi azzurri, la mancanza di intervento del VAR ha amplificato la frustrazione.

Lo sfottò dello Stadium e la rivincita della Juventus

La serata allo Stadium è stata segnata anche da tensioni extra-campo. Antonio Conte, che nella scorsa estate era vicino al ritorno alla Juventus, è stato accolto dai fischi dei tifosi bianconeri e dai cori di scherno per l’esito del match. Lo sfottò dello Stadium ha rappresentato una rivincita per la tifoseria, che non ha dimenticato il rifiuto del tecnico salentino. Ogni errore del Napoli è stato amplificato dall’entusiasmo juventino, con i tifosi che hanno percepito il trionfo come una vera e propria liberazione emotiva.

Il 3-0 finale racconta una Juve impeccabile, capace di controllare i momenti cruciali della partita e di colpire con precisione chirurgica. David sblocca il risultato nel primo tempo, Yildiz raddoppia approfittando di un incredibile errore di Juan Jesus e, infine, Kostic chiude i conti con un sinistro perfetto dall’esterno dell’area. Il Napoli ha provato a reagire, ma le sovrapposizioni di Buongiorno e Di Lorenzo non sono bastate a contenere le incursioni dei bianconeri, dimostrando quanto la partita sia stata segnata dalla differenza di ritmo e organizzazione tattica. Un andamento ben sottolineato dai bookie che continuano a inserire sempre la Juventus tra le favoritissime accanto al Napoli, rendendo queste due squadre appassionanti e interessanti da seguire tra quote e pronostici. Se volete saperne di più, ecco una guida dedicata ai bonus di benvenuto del casino Betovo e altri aspetti del gioco digitale.

Juan Jesus nel mirino: errori decisivi

Tra i giocatori più criticati del Napoli c’è sicuramente Juan Jesus, il cui rendimento allo Stadium è stato al di sotto delle aspettative. L’errore sul secondo gol, in particolare, ha regalato la palla decisiva a Miretti e ha agevolato il raddoppio di Yildiz, suscitando duri commenti dai tifosi: “Quando qualcosa si inceppa, quelli come Juan Jesus emergono per le loro lacune”, scrivevano sui social. Anche nel primo tempo, l’indecisione sul gol di David ha messo in difficoltà la squadra, mettendo in luce come la difesa azzurra abbia sofferto in entrambe le fasi.

Le critiche al difensore brasiliano si inseriscono in un contesto più ampio di fragilità difensiva del Napoli, penalizzato da assenze e scelte tecniche discutibili. La gestione della rosa e le scelte di Conte, combinate con errori individuali, hanno trasformato una partita che avrebbe potuto consolidare il primato in una débâcle totale.

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